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CNA Treviso. Covid-19, «I ritardi di chi governa non siano scaricati sulle imprese»

1 minuti di lettura

 

Resta fondamentale, per evitare nuovi lockdown, l’adeguamento delle strutture sanitarie, anche attingendo ai fondi europei dedicati e l’utilizzo di sistemi di contact-tracing

Covid-19, la CNA: «I ritardi di chi governa non siano scaricati sulle imprese»«Le imprese hanno già fatto la loro parte con investimenti e adeguamenti per poter lavorare in modo sicuro. Si facciamo ora i controlli e se qualcuno non rispetta le regole venga sanzionato, ma non si scarichino i ritardi dello Stato e soprattutto di certe Regioni sulle attività produttive di tutto il Paese».

Covid 19, “I ritardi di chi governa non siano scaricati sulle imprese”

Lo afferma Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso.

«I dati ci dicono che chi rispetta i protocolli aziendali anti-Covid 19 riesce a far lavorare i propri dipendenti e collaboratori in sicurezza – continua Panazzolo –. Non si può pensare di mandare al collasso il sistema produttivo per le negligenze di pochi e per i ritardi delle istituzioni sul fronte tamponi e soprattutto tracciamenti».

Per la CNA bisogna rendere obbligatoria la app Immuni nei luoghi pubblici e nei mezzi di trasporto e soprattutto renderla funzionante affinché il sistema di tracciamento dei contatti sia affidabile e si possa fermare tempestivamente la catena dei contagi. Attualmente la ricostruzione dei contatti è affidata alla semplice memoria del contagiato, con l’impossibilità di ricostruire la catena degli “sconosciuti” incontrati nei luoghi pubblici o nei mezzi di trasporto. E in particolar modo bisogna incrementare il numero dei tamponi e i tempi di rilascio del referto: l’aumento dell’indice di contagio dimostra che non stiamo effettuando abbastanza tamponi e molti contagiati sfuggono.

Positiva la valutazione di CNA sull’adeguamento dei posti di terapia intensiva agli standard stabiliti dal Ministero della Sanità fatta dalla Regione Veneto. Urgente l’adeguamento del sistema sanitario da parte delle regioni italiane ancora fuori standard.

«I ritardi di altre Regioni rischiano ora di penalizzare tutto il Paese, non viviamo né lavoriamo a comparti stagni – conclude Panazzolo –. Nuovi lockdown l’Italia non se li può permettere».

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