Cultura

Cleopatra, la donna più famosa di sempre tra mito e realtà

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Potente, celebratissima e oggetto di una lunga lista di falsi miti. Cleopatra viene spesso dipinta in maniera diversa da come era in realtà. Le differenze tra storia e leggenda riguardano il personaggio a 360 gradi, a partire dalla nazionalità: la regina era macedone e non egiziana.

La sua linea di discendenza risale infatti ad un generale di Alessandro Magno che, alla morte del Conquistatore aveva rivendicato una parte del regno. Sebbene la figura della sovrana abbia contribuito attivamente alla fama dell’Egitto, sempre più gettonata come meta turistica soprattutto da chi sogna una crociera sul Nilo, il legame tra la regina e le piramidi sarebbe molto più labile di quanto si immagina. Anche perché alla data della nascita di Cleopatra (69 a.C.) le monumentali tombe erano già in piedi da tempo.

Anzi, potremmo dire che la sua nascita è temporalmente più vicina allo sbarco sulla Luna di Neil Armstrong che alla costruzione dalla Grande Piramide di Giza. Numeri alla mano: Cleopatra è nata 2.491 anni dopo la costruzione della piramide più famosa d’Egitto e 2.038 anni prima dell’allunaggio dell’Apollo 11.

Un altro falso mito sulla regina riguarderebbe il suo aspetto estetico. Sembra che fosse meno affascinante di come viene rappresentata. Questa eccessiva attribuzione di bellezza è alimentata anche dalle eccezionali raffigurazioni artistiche e, soprattutto, cinematografiche. Impossibile dimenticare la meravigliosa Elizabeth Taylor nei panni della sovrana.

Il ritratto tracciato da Plutarco mette in evidenza doti ben più marcate della bellezza, che passa invece in secondo piano. La regina si distingueva anzitutto per intelligenza e vivacità d’animo. In particolare, lo storico greco scrive che la sua bellezza non era tale da sbalordire. Chi conosceva la sovrana restava abbagliato dalle sue maniere aggraziate e dalla sua eloquenza nella conversazione.

Del volto della regina non ci sono rappresentazioni attendibili: le immagini su cui ci basiamo oggi si rifanno ai profili incisi sulle monete dell’epoca, che indicano un profilo poco elegante, almeno per i canoni di bellezza attuali. In un tempio di Dendera è conservato un rilievo di 6 metri che raffigurerebbe la sovrana, ma si tratta di un esempio poco indicativo. Lo stesso vale per i molti busti in marmo attribuiti a Cleopatra, ma che potrebbero avere per soggetto anche altre nobildonne vissute nello stesso periodo.

Dell’aspetto di Cleopatra abbiamo quindi un resoconto molto diverso dall’immagine a cui la associamo abitualmente. Allo stesso modo sembra che anche la sua femminilità sia molto enfatizzata nell’immaginario comune, almeno per quanto riguarda lo stile nell’abbigliamento. La regina d’Egitto vestiva spesso indumenti maschili per sfoggiare il proprio potere.

Infondata poi la fama di conquistatrice di uomini. Le uniche due relazioni note della regina sono quelle con Giulio Cesare e Marco Antonio. Due unioni che andrebbero rilette anche nella sostanza: Cleopatra viene descritta come una donna che vive di passione al punto di uccidersi per amore, ma probabilmente questo suo lato emotivo è stato oggetto di speculazioni, anche se il sentimento coltivato nei confronti di Marco Antonio appare del tutto realistico. Il condottiero romano ha chiesto di morire fra le braccia della sposa, che dopo la sua dipartita si è tolta la vita.

È probabile però che la decisione di uccidersi sia stata dettata da un moto di orgoglio più che dal dolore causato dalla perdita di Marco Antonio. È verosimile, infatti, che la sovrana d’Egitto abbia preferito morire per propria mano finché era ancora regina, invece di finire prigioniera ed essere esibita in catene al cospetto dell’intero popolo romano.

Uccidendosi Cleopatra ha ottenuto anche un funerale degno della posizione che ricopriva. L’ultima volta che è stato visto, il corpo della regina era all’interno del suo mausoleo, riposto sul letto di morte. Indossava vesti regali e un diadema adornava i suoi capelli scuri. Nei suoi scritti Plutarco parla di un giaciglio d’oro. Ed è così che la regina è passata alla storia, come l’ultimo dei Faraoni d’Egitto, che è vissuta ed è morta mantenendo il valore di un autentico sovrano.

In questo senso risulta del tutto comprensibile anche la scelta di barricarsi all’interno del proprio mausoleo dopo la vittoria di Ottaviano ad Azio ai danni delle truppe di Cleopatra e Antonio, nell’estate del 30 a.C. Nella reggia destinata ad ospitare la sua tomba la regina aveva accumulato oro e argento, opere d’arte, perle e molte altre ricchezze che intendeva dare alle fiamme affinché non cadessero in mano del popolo romano. Un’avversione del genere giustifica indubbiamente la scelta di suicidarsi per non finire prigioniera e perdere la dignità di regnante.

A tutt’oggi il personaggio di Cleopatra resta avvolto in un alone di mistero, al punto che non si conosce neppure l’ubicazione della sua tomba. Una cosa però è certa: la sua personalità e la sua scelta di non piegarsi l’hanno resa immortale, una regina leggendaria e la prima vera diva della storia.

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