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Cinque secondi, il nuovo film di Paolo Virzì

Arriva dalla Festa del Cinema di Roma, scritto da Virzì insieme al fratello Carlo e Francesco Bruni, con Valerio Mastandrea e Valeria Bruni Tedeschi

È senza dubbio il film più sofferto di Paolo Virzì, figlio di quella maturità che spetta, attraverso opere sempre più alte riguardo storie e inquietudini. Con Adriano (Valerio Mastandrea), che vive nelle magioni ristrutturate di Villa Guelfi, sigaro sempiterno, barba molto lunga e aria trasandata da vendere, un ex lavoro da avvocato di grido e un evento drammatico, da cui deve deve difendersi, che pesa nella sua esistenza, come la perdita della figlia. Chiuso nei confronti della vita esterna, quasi a volerne ricominciare un’altra. Tanto che nemmeno Giuliana (Valeria Bruni Tedeschi), associata dello studio legale riesce a liberarlo dal suo stato di abulia continua verso il mondo.

Ma qualcosa accade quando una porzione della Villa viene piacevolmente occupata da da una comune di ragazzi che, in nome di precisi principi vorrebbero adottare la vita di campagna, con la cura dei vigneti che diventa elemento indispensabile, esistenza scandita da ritmo e fasi, quiete e leggerezza. Adriano, in un primo momento diffidente e restio ad incontrare i ragazzi piano piano ne diventa parte, grazie anche alla conoscenza di Matilde, nipote dell’ultimo Conte, legame che si rivela inaspettatamente liberatorio. Solitudine e memoria, sensi di colpa e sguardi verso il passato inondano il film del regista livornese, caratterizzandone la narrativa, svelta e libera. Attenta a scavare in maniera volitiva nei personaggi come suo costume da sempre.

E quei cinque secondi del titolo, solo alla fine della pellicola mostreranno il loro vero significato, attraverso la verità, che Andrea, davanti al figlio Matteo e all’ex moglie (Ilaria Spada), racconterà nel processo che dovrà affrontare in quanto imputato per omicidio colposo.

Intravisti per voi di Mauro Lama

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