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Ciao Gianfranco, continua a dirigerci dal Cielo

4 minuti di lettura

Questa notte il nostro Direttore, Gianfranco Vergani, ha scelto la Penna Celeste per scrivere i propri articoli.

Gianfranco ha lasciato tutti noi senza fiato, e non è facile scrivere in questi momenti, ma lui era ed è un Giornalista con la G maiuscola, sempre sul pezzo, i messaggi su Whatsapp di aggiornamento, anche nell’ultimo mese passato in ospedale, prima colpito dal Covid, poi negativo ma con strascichi importanti.

Eravamo tutti qui ad aspettarlo, pronti al suo percorso di riabilitazione. Invece ora siamo tutti qui a ricordare un uomo che con il sorriso e la battuta pronta ha guidato questa redazione nel mare delle notizie, per tanti e tanti anni.

Gianfranco Vergani, classe 1936, era una Guerriero, un vero Leone della Serenissima. Nella sua vita si è reinventato molte volte: ha frequentato la facoltà di discipline giuridiche dell’Università La Sapienza di Roma per proseguire poi i suoi studi a Ferrara con il corso di laurea in Giurisprudenza. È perito merceologico in Avarie Marittime. Fino al 1980 è stato Segretario Provinciale della UIM, anno in cui è entrato come membro effettivo dell’organizzazione nazionale. Nel giugno 1976 viene nominato Cavaliere della Repubblica da Aldo Moro. Nel 1964 è funzionario nell’Ufficio Legale della Società Adriatica di Navigazione a Venezia.

Ma la sua vera passione è il giornalismo. Scrive per i principali quotidiani locali, finché nel 2007 fonda e dirige il mensile Il Nuovo Terraglio, che nel 2017 diventa il quotidiano online che tutti conoscete.

Romano di nascita, viveva a Mestre da molti anni. Attualmente era ricoverato all’Ospedale di Dolo (VE). La cerimonia funebre si svolgerà nel Duomo di Santa Maria Assunta a Mogliano Veneto, venerdì 4 marzo alle ore 10,30.

Oggi tutti noi vogliamo salutarlo con un pensiero, che non è né un addio né un arrivederci. Perché queste pagine hanno profumato, profumano e continueranno a profumare di Gianfranco, in ogni parola che d’ora in poi scriveremo.

Ciao caro Amico, continua a dirigerci dal Cielo.

“Questa notte ci ha lasciato con grande dignità un maestro e un amico: il nostro Direttore Gianfranco Vergani. L’ho conosciuto qualche anno fa perché è venuto a propormi con la luce negli occhi di dar vita a un progetto che aveva nel cuore: il giornale Il Terraglio. Non potevo che dire di sì, subito. Instancabile e inarrestabile fino alla fine per rispondere ai messaggi e inviare comunicati. La sua gentilezza, la sua educazione d’altri tempi, il suo sorriso rassicurante ha lasciato un segno profondo nelle tante persone che lo hanno conosciuto e a noi che ha avvicinato o riavvicinato al mondo del giornalismo. Resterai sempre nella mia mente e nel mio cuore”. Paola

“Al mio Maestro. Se non avessi incontrato te nel mio percorso, non so dire se mi sarei mai appassionata al Giornalismo. Ricordo con gioia le tue visite in ufficio, il tuo modo affettuoso di salutarci tutti e la sistematicità con cui ti dimenticavi il cappello e così, sorridendo, scendevo le scale a portartelo. Allora ci salutavamo un’altra volta, chiacchierando ancora. Eri un vero Signore, un Gentiluomo d’altri tempi, sempre cordiale, sempre disponibile, con quella lieve inflessione romana che ti faceva distinguere. Mi chiamavi “la tua Maestra”, perché avevo più cose io da insegnare a te, dicevi. E invece mi hai insegnato più di quello che hai sempre creduto. Nel Giornalismo, come nei valori che contano nella Vita. La notizia di oggi mi rende profondamente triste, perché ero certa avresti vinto anche questa battaglia. Ti saluto con affetto e continuerò a scrivere anche per te, perché per primo hai creduto nelle mie capacità e non so se ti ho mai ringraziato abbastanza. Ciao Maestro, fai buon viaggio!”. Nicole

“Gianfranco, direttore de Il Nuovo Terraglio, era una persona eccezionale. È stato la spinta motrice che dava energia e forza al nostro giornale. Una persona di cuore, benvoluto e amato da tutti nella nostra città. Mi hai introdotto in questo mondo che è il giornalismo con una guida costante e paterna. Grazie di cuore di tutto e per tutto quello che ci hai insegnato. Ci mancherai, ora riposa in pace insieme alla tua amata. Buon viaggio”. Valentina

“Caro Gianfranco, ora mi è venuto in mente il giorno che ci siamo conosciuti, in piazza Caduti a Mogliano, nel marzo del 2019.  Mi hai riportata nel mondo del giornalismo, dopo tanti anni, e te ne sono sempre stata grata. Purtroppo non te l’ho mai detto. Lo faccio ora, tanto so che mi stai leggendo, come sempre. Grazie Gianfranco!”. Silvia

“Gianfranco che balzo verso l’alto, sono incredulo non me l’aspettavo. Solo tu potevi farmi rientrare nel mondo del giornalismo frequentato in fanciullezza e te ne sarò sempre grato. Mi piace immaginarti ora con la tua splendida penna intento ad appassionarti e comprendere la nuova dimensione. La cena che ci eravamo ripromessi aveva lo zafferano pronto. Questa sera quando lo rivedrò non mancheranno le lacrime, ma voglio che rimanga lì per sempre. A raffigurare la nostra vera amicizia. Grazie per la tua generosità, Gianfranco!”. Mauro

“Il sorriso gioviale. È questo il ricordo che mi porterò sempre nel cuore. Ho conosciuto Gianfranco Vergani in un giorno di maggio nella redazione de Il Nuovo Terraglio, fuori c’era il sole e anche dentro la stanza: lui mi ha accolto con un sorriso aperto e disponibile che illuminava. Ci siamo sentiti poi solo al telefono, dopo i primi pezzi ha voluto farmi sapere cosa ne pensava. Un’attenzione delicata e premurosa, come solo i grandi sanno fare. Buon viaggio, Gianfranco!”. Lorenza

“Sono shockato. Per quel poco che ho potuto conoscere Gianfranco, posso dire che era un Uomo sensazionale, trasmetteva fiducia e stabilità con una semplice mano che posava sulla tua spalla, sorridendoti. Nonostante il rammarico di non averlo conosciuto meglio, Gianfranco era sicuramente una GRANDE PERSONA da prendere in esempio e ci tengo a ringraziarlo e ad augurargli buon viaggio”. Nicola

“La prima volta che ci siamo visti, ci siamo capiti al volo, vecchie guardie del giornalismo di servizio, senza strilli ma ancora con una coscienza. Ho un rammarico, sai. Di non averti chiamato più spesso, di aver affidato ai messaggi le nostre conversazioni. Che poi, quando ci sentivamo, erano sempre risate e confidenze. Non dimenticherò mai la volta in cui mi hai raccontato della tua vita, della tua amatissima famiglia, delle tue scelte. Non dimenticherò nemmeno le volte in cui non eravamo d’accordo, ma buttavamo il cuore oltre l’ostacolo e trovavamo sempre il modo di sistemare tutto in un nanosecondo. E finiva con una risata per le teste dure che siamo. Oggi, da figlia che ha perso il padre in un battito di ciglia, il mio pensiero va a tua nipote e ai tuoi figli, va alla mia amica Viviana, la tua bambina. Va ai tuoi occhi che s’illuminano ogni volta che parli di lei. Va al suo cuore spezzato che è anche il nostro. Non ho alcuna intenzione di salutarti, perché, come ogni giorno, ogni volta che scriverò, sentirò la tua voce che mi accompagna”. Cristina

L’Editore e la Redazione tutta si stringono alla famiglia di Gianfranco in un lungo abbraccio.

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