Il cinema nei manifesti cubani dalla Collezione Bardellotto in scena al Museo Nazionale Collezione Salce a Treviso
CIAK! CUBA. In due parole il cinema dei maestri cubani dalla Collezione Bardellotto, trecento manifesti del cinema cubano, partendo da un anno che diventa spartiacque preciso, il 1959. Succede che poco dopo la rivoluzione, l’ICAIC (Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos) ha preso vita, contribuendo alla trasformazione del cinema come puro strumento di emancipazione culturale e nuova identità, allontanando le pellicole nordamericane, smarcandosi dai clichè.

Il cartel de cine issando la sua creatività conquista la scena sfoderando talento, avvalendosi di nomi come Eduardo Munoz Bachs, Rafael Morante, Alfredo Rostgaard, RéneAzcuy, Antonio Pérez González che, realizzando opere ottenute con il materiale a disposizione, sovente il minimo indispensabile, tutte realizzate a mano e stampate in serigrafia, trascrive da par suo la storia a colpi di genio e manifesti.
La resilienza che accresce la creatività, una condizione che Cuba interpreta da par suo, traducendo la difficoltà in opportunità per affermare la comunicazione senza scorciatoie, scevra da commissioni e figlia della libertà di espressione.
La splendida mostra si divide in due “blocchi narrativi“, il primo a Santa Margherita dove tutti gli onori sono sistemati verso i grandi maestri e il secondo a San Gaetano dove l’occasione è perfetta per il vis a vis tra grafica cubana e italiana, con il raffronto schietto riguardo i manifesti degli stessi film.

Sempre nella sede di San Gaetano cinque giovani grafici cubani, con la preziosissima partecipazione del grande cartellonista Renato Cesaro, presenteranno nuove interpretazioni della pellicola di Pietro Germi “Signore e Signori“, che a Cannes nel 1966 vinse la Palma d’oro.
Cuba, la storia e l’interpretazione di essa attraverso il cinema, l’evoluzione grafica e il fascino di manifesti e bozzetti che ancor oggi regalano emozioni e istanti di verità.
Photo credit by Studio ESSECI
Instacult di Mauro Lama
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