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Chioggia-Venezia: sostanza corrosiva su autobus, studenti ustionati

Un grave episodio ha scosso la città metropolitana di Venezia, con ripercussioni sulla sicurezza dei trasporti pubblici. Una sostanza corrosiva è stata rinvenuta sui sedili di un autobus di linea che collega Chioggia a Venezia, causando ustioni a diversi passeggeri, tra cui una studentessa universitaria diretta all’Università Ca’ Foscari

CHIOGGIA. L’incidente, avvenuto nella mattinata di giovedì 16 aprile 2026, ha visto coinvolta la linea 80, gestita dalla società di trasporto Arriva Veneto. La studentessa, salita a bordo senza accorgersi del pericolo, ha iniziato ad avvertire un dolore crescente durante il tragitto. Solo una volta giunta a destinazione, ha scoperto le lesioni cutanee e il deterioramento dei suoi indumenti, segni inequivocabili del contatto con una sostanza chimica irritante o corrosiva.

Altri passeggeri del medesimo autobus hanno riportato sintomi simili, confermando la natura non isolata dell’accaduto. Le autorità competenti hanno immediatamente avviato un’indagine per accertare l’origine della sostanza e individuare i responsabili. Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani (CNDDU) ha espresso profonda preoccupazione per l’accaduto, sottolineando come tale vicenda non possa essere ridotta a un semplice fatto di cronaca, ma debba essere interpretata come una grave violazione del diritto all’incolumità personale e alla sicurezza negli spazi pubblici.

“Il trasporto collettivo rappresenta un servizio essenziale e un presidio di cittadinanza”, ha dichiarato il prof. Romano Pesavento, presidente del CNDDU. “Ogni sua compromissione incide direttamente sulla libertà di movimento e sulla dignità delle persone”.

Il CNDDU ha evidenziato come la gravità dell’episodio risieda non solo nelle conseguenze fisiche subite dalle vittime, ma anche nel clima di insicurezza che tali eventi generano, minando la fiducia nei servizi pubblici e nei contesti condivisi. L’ipotesi, ancora al vaglio degli inquirenti, che si tratti di un gesto deliberato introduce un ulteriore elemento di allarme sociale, che impone una riflessione più ampia sul deterioramento dei comportamenti civici e sulla necessità di rafforzare le politiche educative orientate al rispetto della persona.

Alla luce di quanto accaduto, il CNDDU ha sollecitato le istituzioni e i gestori del servizio a garantire la massima trasparenza sugli esiti delle indagini e ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire il ripetersi di simili episodi. Parallelamente, ha ribadito il ruolo centrale della scuola e dell’università nel promuovere una cultura dei diritti umani che non sia meramente dichiarativa, ma capace di incidere concretamente sui comportamenti individuali e collettivi.

Esprimendo solidarietà alle persone coinvolte, il CNDDU ha richiamato infine la responsabilità condivisa di tutelare gli spazi pubblici come luoghi sicuri e inclusivi, nei quali l’esercizio dei diritti fondamentali non possa mai essere messo in discussione.

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