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Cgil, Uil, Csa: Sbagliato prevedere i rientri del personale

Venezia, 3 maggio 2020 – Come Organizzazioni Sindacali – dichiarano Daniele Giordano Cgil, Sergio Berti Csa e Mario Ragno Uil –  siamo venuti a conoscenza che in diverse direzioni del Comune di Venezia sono state assunte disposizioni che modificano i progetti sino ad oggi svolti in “lavoro agile” prevedendo il rientro in servizio dei dipendenti dalla giornata di domani 4 maggio.

Purtroppo, nonostante la nostra immediata richiesta di incontro del 30 aprile scorso, dando la disponibilità anche sabato e domenica, ad ora non abbiamo ricevuto alcun riscontro dall’Amministrazione Comunale, se non la volontà di convocare un confronto a cosa fatte.

A nostro avviso – proseguono le sigle sindacali – tale rientro non è assolutamente giustificato da nuove ed indifferibili attività da svolgere, ed ancora più assurda pare tale decisione, dopo le difficoltà iniziali affrontate da tutte le Direzioni, nel far funzionare i progetti di smart working che invece oggi stanno procedendo.

Non ci risultano vi siano motivazioni nuove che determinino di esporre a rischi per la salute lavoratori ed eventualmente utenti negli uffici comunali, quando potrebbero ancora svolgere le attività da remoto come in queste settimane.
Questa scelta inoltre contribuirà inevitabilmente alle difficoltà che ci saranno sia per i mezzi pubblici che per l’aumento del traffico privato.

Per questo come Organizzazioni Sindacali ci occorre ricordare che il contagio da Covid-19 si qualifica come un infortunio che, come tale, determina un potenziale profilo di responsabilità penale per il datore di lavoro che non abbia adottato le misure necessarie a prevenirne il rischio.

 

L’articolo 42 comma 2 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (“Decreto Cura Italia”) ha previsto la copertura Inail per gli assicurati che contraggono un’infezione da coronavirus “in occasione di lavoro”. Un’espressione, quest’ultima, che lascia intendere un’applicabilità della tutela assicurativa anche ai contagi “in itinere” e finanche ai casi di lavoro a distanza.
A questa norma generale si affiancano poi le disposizioni previste dal D.Lgs. n. 81/2008 (T.U. Salute e Sicurezza sul lavoro) e, in particolare, dall’art. 18, che pone a carico del datore di lavoro alcuni obblighi specifici tra cui ad esempio:
    • fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale;
    • informare il più presto i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
• astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato.
C’è poi l’articolo 271 del medesimo Testo Unico che impone l’obbligo al datore di lavoro di valutare anche il rischio biologico.
Inoltre ci risulta che l’Amministrazione non abbia proceduto al confronto con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

 

Chiediamo ai lavoratori di segnalarci tutto quello che accadrà nella giornata di lunedì 4 maggio: dall’utilizzo delle mascherine al mantenimento delle distanze, dalla presenza dei disinfettanti alla regolazione degli accessi.
Se non riceveremo immediata revoca dei provvedimenti – concludono Cgil, Csa e Uil – tutte le segnalazioni, oltre alle nostre considerazioni, saranno oggetto della denuncia al Prefetto di Venezia ed alle autorità competenti per quanto sta avvenendo a tutela della salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza.

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