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Cerimonia di chiusura, la bellezza in azione

6 minuti di lettura

Si chiudono i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, Beauty in Action. Un’edizione da record, in cui gli atleti sono stati finalmente i protagonisti

VERONA – Gli atleti sono tornati al centro della scena. Così come dovrebbe essere sempre. In uno dei più grandi palcoscenici al mondo dell’Opera Lirica è proprio quest’ultima a far da leit motiv della cerimonia. All’Arena di Verona si chiude questa venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Con la direzione di Francesco Accattino ci accingiamo a vedere Beauty in Action, la bellezza in azione. Il titolo di questa cerimonia di chiusura dei primi Giochi diffusi nella storia. Tre regioni, sette città coinvolte. Un successo incredibile per l’organizzazione e la partecipazione. Complimenti ricevuti da tutte le delegazioni, dai vertici ma soprattutto dagli atleti.

Perché in fondo l’Olimpiade dovrebbe essere degli atleti principalmente, purtroppo molto spesso messi in disparte in queste manifestazioni per dar luce allo spettacolo. Quando la vera scena e la luce dovrebbe essere rivolta a loro principalmente. Hanno saputo emozionarci, commuoverci, farci gridare, urlare, piangere e disperare.

È questo il bello dello sport.

La cerimonia

L’orchestra è al centro del palco in abiti del ‘700. Dietro al Sipario con le tende verdi Francesco Pannofino è il regista che chiama tutti gli attori all’entrata in scena. Ci sono Debora Compagnoni con gli sci, Achille Lauro, Roberto Bolle, lo chef Davide Oldani, Manuel Agnelli e il sindaco di Verona Damiano Tommasi.

Tutti si preparano per l’inizio dello spettacolo, la soprano si innervosisce e rovescia un bicchiere d’acqua. Questa lentamente scende fino alle fondamenta dove si trova Rigoletto e tutti i camerini dei personaggi principali dell’opera italiana. Questi iniziano a muoversi, seguendo la goccia d’acqua, simbolo di un ciclo naturale in continuo movimento che unisce montagna, pianura, città,
laguna, mare e cielo.

Una serie di arie di Verdi fino al celeberrimo Libiamo della Traviata. Arrivano Madama Butterfly, Aida e Figaro mentre Violetta e Alfredo cantano.

Tutti i personaggi lirici escono dall’Arena e incontrano gli atleti. Rigoletto e Figaro corrono in mezzo ai vari portabandiera che stanno per entrare in arena. 1400 atleti su 2900 presenze. Figaro prepara una bici su cui sale Rigoletto e va al Teatro Filarmonico di Verona dove incontra Benedetta Porcaroli. Qui il Coro della Fondazione dell’Arena di Verona conclude la Traviata.

Faces of Italy

Torniamo all’Arena. Vengono proiettati volti di persone italiane comuni mentre delle coppie di ballerini ballano al centro. Sono ritratti scattati dal fotografo Marco Delogu.

Arriva intanto la bandiera italiana portata dai rappresentanti delle città ospitanti. Entrano poi i medagliati olimpici italiani capaci di entrare nella storia con le loro 30 medaglie (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi). Il picchetto d’onore dei carabinieri intanto prende la bandiera e la issa.

Viene introdotto l’inno Nazionale italiano a tromba. Poi proseguono l’Orchestra e il coro, con tutti gli atleti italiani che cantano con emozione.

Sui maxi schermi si vede il viaggio della Fiamma Olimpica fino a Verona per poi vederla portata fisicamente in diretta dentro all’Arena in un vasi di vetro di Murano da Maurilio De zolt, Marco Albarello, Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta. La leggendaria staffetta di sci fondo 10 km che proprio il 22 febbraio 1994 batté la Norvegia a casa loro a Lillehammer per uno degli ori più leggendari per l’Italia nella storia delle Olimpiadi invernali. I fantastici quattro salgono sopra a un podio e accendono i 5 cerchi per aprire l’Arena come nuovo Stadio Olimpico in vista dei Giochi Paralimpici.

Faster, longer, stronger, together

Entrano i porta bandiera dei vari stati. Prima, come da tradizione, la Grecia con la sciatrice Maria Eleni Tsiovolou. Gli atleti girano intorno all’ovale del palco dell’Arena. Si vedono varie comparse con indosso gli abiti di scena storici di Turandot. Gli italiani Vittozzi e Ghiotto entrano per ultimi appena dopo la Francia, prossima organizzatrice dei Giochi.

I Calibro 35 eseguono un medley dei più grandi successi della musica leggera italiana mentre entrano tutti gli atleti di tutte le nazionalità, mescolati e senza bandiere. Da Nessuno mi può giudicare, Se bruciasse la città, Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri (presente in tutti i palazzetti del mondo ad ogni incontro) a il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano e Maledetta primavera.

I tedeschi entrano nell’Arena portando una atleta in alto, nella classica posa del pattinaggio artistico, intanto la colonna sonora è data da pezzi storici come E la vita l’è bela, Quando quando quando, Se telefonando. Entrano per ultimi tutti gli atleti italiani con in sottofondo Via con me di Paolo Conte, per poi passare la palla a A far l’amore comincia tu. Medley strumentali e la chiusura con Senza fine.

Il palco è tutto per gli atleti a differenza delle ultime edizioni. C’è spazio per tutti, per i sorriso, i balli, i baci, gli abbracci. Tutti gli atleti poi prendono posti sui gradoni dell’Arena.

L’Arena di Verona ora è illuminata a metà e l’orchestra suona l’Inno alla Gioia mentre le 12 stelle dell’Unione Europea si illuminano ai lati dei cinque cerchi.

Viene trasmesso un video con i momenti topici delle preparazioni alle gare e poi delle vittorie, infine la scritta Bravi.

Elevation

16 ballerini della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma entrano sul palco vestiti in bianco e blu. Il solista Ramon Agnelli è vestito in blu e giallo. Un omaggio alle fatiche degli atleti che trovano sempre e comunque la forza di lottare fino alla fine e andare sempre oltre.

Un ballerino al centro del palco cerca di spingere verso il basso, un altro salta su un tappetino elastico. La montagna e in sottofondo i versi della Divina Commedia. Altri tre ballerini si arrampicano sulle tre Cime di Lavaredo realizzate con bacchette riciclate in policarbonato.

È il momento del video con tutti i vincitori di questi giochi, l’ultima immagine non poteva che essere il volto sorridente di Federica Brignone, simbolo assoluto della forza dell’atleta che combatte contro tutte le difficoltà. It’s your vibe.

Come da tradizione vengono poi premiati i vincitori delle due ultime gare disputate in questa Olimpiade. Le due 50 km di mass start dello sci di fondo.

I volontari

È il momento di ringraziare tutti i volontari. 18000 persone (tra più di 100000 candidati) provenienti da ben 70 Paesi diversi che hanno lavorato gratuitamente per la realizzazione di questi Giochi.

Il Dj Gabry Ponte suona Blue con l’entrata dei rappresentanti dei volontari che ballano in 5 cerchi, poi compongono una farfalla che diventa il logo di Milano Cortina 2026. Davanti a tutti l’ottantottenne Mario Gargiulo veronese d’adozione che fece il volontario anche a Cortina 1956.

Entrano alcuni rappresentanti con i nuovi membri del CIO e dei rappresentanti degli atleti.

Moment of remembrance

Dal teatro intonano il Coro a bocca chiusa di Puccini tratto dalla Madama Butterfly. In centro al palco dell’Arena Cho Cho san compare di nuovo con un vestito che ricalca gli aquiloni giapponesi ma con le ali da farfalla che richiamano il suo nome.

In mezzo al fumo tornano i ballerini del Teatro dell’Opera. Joan Thiele con la chitarra elettrica canta Il mondo sotto a loro l’acqua della Laguna di Venezia e le Gondole. Su un cerchio in cielo Roberto Bolle balla in aria per poi scendere in mezzo ai ballerini e dentro la goccia per poi danzare intorno alla cantante omaggiando così il ciclo dell’acqua.

Dalla pioggia che si trasforma in neve che riempie i fiumi del Veneto scendendo poi verso la laguna. Tutto si trasforma in sole che sovrasta l’arena.

Inno greco e passaggio dei Giochi

È il momento dell’Inno greco con la bandiera ellenica issata e poi l’inno olimpico preceduto dal picchetto d’onore dell’esercito italiano primo reggimento granatieri di Sardegna. Canta sempre il coro e l’orchestra di Verona.

Cerimonia di consegna della bandiera olimpica dai sindaci di Milano e Cortina alla Presidente del CIO Kirsty Coventry. Tocca poi ai presidenti delle regioni Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi, che ospiteranno la prossima edizione di French Alps 2030. Risuona la Marsigliese.

Un cerchio di stelle al centro con l’orchestra e i medagliati che entrano mentre vengono mostrate immagini dei prossimi luoghi dei Giochi.

Salgono sul palco il Presidente del Comitato Organizzatore Giovanni Malagò e Kirsty Coventry.

Malagò: “Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grandissima Italia, sei stata di parola! Alla Cerimonia di Apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più. Permettetemi di dire grazie a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere tutto questo possibile e a tutti coloro che hanno creduto in noi. Siete una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa”.

Queste invece le parole della Presidente del CIO: “Invito i giovani di tutto il mondo a riunirsi tra quattro anni nelle Alpi francesi, per celebrare con tutti noi i ventiseiesimi Giochi Olimpici Invernali. Spero che abbiamo ispirato generazioni in tutto il mondo con lo spirito olimpico. Ora che stiamo giungendo alla fine di questi Giochi, provo tantissime emozioni. Un po’ di tristezza, sì. Ma anche tanto orgoglio e gratitudine”.

Lo spegnimento dei bracieri

Vengono mostrate le immagini più iconiche di questa edizione dei Giochi. Dall’accensione della Fiamma e la cerimonia di apertura, istantanee dei tifosi, atleti, abbracci tra persone anche di nazioni diverse. L’iconico inchino delle due sciatrici seconde dietro a Brignone, l’abbraccio di Francesca Lollobrigida a suo figlio.

Gloria Campaner esegue al piano Experience di Ludovico Einaudi. Tornano sul palco Aida, Rigoletto, Figaro, Violetta e Alfredo, Butterfly, Bolle e tutti i personaggi visti. Entra Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata della storia, con l’ampolla contenente la Fiamma. Il simbolo dei giochi si rimpiccolisce e si spegne. Come anche le luci e il sole dell’arena.

Rigoletto scappa giù sotto all’arena. Apre una porta e cerca di riaccendere le luci.

Inizia la festa con Dj set guidato dai Major Lazer, collettivo internazionale con anche il cantante italiano Alfa.

L’ultima esibizione è di Achille Lauro che interpreta incoscienti giovani. E l’acqua scorre dietro e sotto di loro.

Rigoletto non si rassegna e continua a girare nei sotterranei dell’arena. Si rinchiude in una cassa in attesa dei prossimi eventi per un nuovo risveglio.

Si chiude un Olimpiade da record per l’Italia come risultati ma anche come organizzazione. È festa sul palco ma anche sulle gradinate dell’Arena di Verona. “Che questi Giochi siano di ispirazione per le generazioni future” ha detto Kirsty Coventry. E in tempi come questi, sarebbe già qualcosa di unico e grande.

Photo Credits: Simone Ferraro/CONI

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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