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Cerca bene in te stesso ciò che vuoi essere, poiché è tutto ciò che puoi diventare

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La ricerca della genesi, ovvero l’origine, quel processo di creazione, formazione e successiva trasformazione dell’uomo e delle cose delle quali si circonda, da qualche tempo affascina e incuriosisce la mia “torre di controllo” vista come organo superiore, che sta, non a caso, alla sommità del collo e che ha il compito di elaborare e supervisionare le nostre elucubrazioni, aspirazioni, percezioni, sentimenti per poi esprimere il nostro essere più vero attraverso i nostri comportamenti e modi di fare.

Certo, perché comprendere il ruolo che assumiamo nel nostro processo evolutivo quotidiano riveste una funzione fondamentale per scoprire chi siamo votati ad essere, ma, al contempo, è estremamente complicato, perché, essendo influenzati dai più diversi e disparati fattori che scombussolano, influenzano e canalizzano il flusso poliedrico dei pensieri, trasforma la realtà di fatto modificando la nostra percezione di essa.

Quando iniziamo a riconoscere con chiarezza il valore della nostra dimensione interiore, acquisiamo la piena consapevolezza che solo i nostri pensieri sono in grado di plasmare la realtà dalla quale siamo attorniati; iniziamo così a riassumere la responsabilità della nostra vita riprendendo a gestirla a nostro piacimento, diventando in un certo qual modo padroni di noi stessi, a differenza dei sudditi che non riconoscono la propria ricchezza, dipendono dall’altro e non scelgono quale comportamento avere, vivendo una realtà parallela non riconducibile a loro stessi.

Non di meno, imparare a non essere in preda delle proprie emozioni è essenziale perché viene meno quella lucidità di pensiero così agognata, tanto da arrivare al punto di non capire più nulla; è come se la parte della nostra mente intellettiva fosse in una fase di profondo blackout, mentre l’altra agisce inconsapevolmente in un vorticoso subbuglio di irrazionali corto circuiti che provocano l’esplosività del proprio essere.

Ma questo non significa non esprimerle e viverle appassionatamente, al contrario vuol dire imparare a non identificarsi con la loro contrastante natura ed essere in grado di dominarle nel momento in cui scaturiscono.

Il presente è l’unico tempo che esiste, per continuare il nostro viaggio di ricerca del proprio essere e volere, identificando le proprie aspirazioni, valorizzando le proprie capacità, perché non abbiamo altro momento per poter accedere al nostro potenziale se questo unico tempo che assume il nome di vita.

Come già affermato, in altri luoghi e altri istanti per essere se stessi ci vuole una predominante impronta di coraggio, al contrario per essere chiunque solo una mediocre e inconsistente apparenza.

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