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Cera d’ape contaminata fornita agli apicoltori. Zanoni replica a Pan

“La legge esiste, è un Regolamento dell’Unione europea che mette dei limiti ben definiti per le sostanze chimiche come la Propargite, per tutti i prodotti dell’apicoltura: miele, propoli, pappa reale, polline, cera, veleno delle api”.

“La legge esiste, è un Regolamento dell’Unione europea che mette dei limiti ben definiti per le sostanze chimiche come la Propargite, per tutti i prodotti dell’apicoltura: miele, propoli, pappa reale, polline, cera, veleno delle api”. Documenti alla mano il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni replica all’assessore Giuseppe Pan e Franco Mutinelli, direttore del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (Izsve), a proposito dei fogli di cera contaminati da ben 12 sostanze chimiche, come fitofarmaci e antiparassitari e contenenti ben tre sostanze estranee tra cui la paraffina, derivato del petrolio, fornite dall’Izsve agli apicoltori del Veneto nell’ambito del progetto regionale Cera d’ape, attuato per prevenire i rischi derivanti dall’impiego o dal riciclo di favi e cere contaminati da pesticidi.

 

“Secondo quanto riportato dalla stampa, entrambi affermano che non esiste una legge con dei limiti. O non la conoscono o fanno finta, non c’è una terza alternativa – dice l’esponente dem, prima di illustrare i contenuti del Regolamento Ue 2018/832 dello scorso 5 giugno, pubblicato il giorno successivo sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 140/40, ed entrato in vigore il 26 dello stesso mese. “Da quel momento – continua Zanoni – questo regolamento è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri dell’Ue”.

 

Il Regolamento ha fissato dei nuovi limiti per i residui di sostanze chimiche su determinati prodotti, tra cui la Propargite. Per quanto riguarda questa sostanza, alla voce ‘Miele e altri prodotti dell’apicoltura’ tra i quali si annovera notoriamente la cera d’ape, viene previsto un limite di 0,05 mg/kg (milligrammi per chilo), ampiamente superato dai fogli cerei dei lotti 1 e 2 forniti dall’Izsve, così come certificano le analisi chimiche effettuate, su richiesta di Apimarca, dal Consiglio per la ricerca in apicoltura (Crea), dalle quali è emersa la presenza rispettivamente di 0,552 mg/kg e 0,454 mg/kg di propargite. In entrambi i lotti il limite massimo è stato perciò superato addirittura di ben dieci volte! Se poi non bastasse, gli ricordo il Regolamento di esecuzione 943/2011 della Commissione europea del 22 settembre 2011 concernente ‘la non approvazione della sostanza attiva propargite conformemente al regolamento (CE) n. 1107/2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari’ che da allora, ben sette anni, vieta l’uso della Propargite in tutti gli Stati comunitari. Mi sembra strano che né l’assessore né il direttore del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Izsve non conoscano le leggi, perciò trovo doppiamente bizzarre le loro affermazioni. Mi auguro che nel rispondere alla mia interrogazione scritta – conclude Zanoni – l’assessore Pan saprà essere più esaustivo, spiegandomi anche perché non viene contestata al fornitore questa cera allungata addirittura col 10% di paraffina da petrolio”.

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