Nuovo tempo di Covid. Sono permesse 6 persone per tavolo nei ristoranti e nelle case private, sole 15 persone ai funerali compreso il sacerdote più il deceduto naturalmente, 30 persone al massimo ai matrimoni e, cosa strabiliante, un numero illimitato nei centri commerciali e nei supermercati.
Tutti attenti a non trasmettere il tremendo morbo che ci appesta, tutti con mascherine altrimenti fioccano le multe, sono previste sanzioni fino a 400 euro a chi circola senza mascherina, ma se vai in un supermercato tutti sono assiepati alle casse, si scontrano nelle corsie toccano i prodotti che poi non comprano e lasciano sugli scaffali dove altri clienti ignari li toccano e rischiano il contagio se i precedenti erano affetti dal Covid.
Sembra quasi che il virus non circoli nei centri commerciali e nei supermercati. Sembra che a nessuno importi qualcosa della salute non solo dei clienti di questi luoghi di acquisto, ma neanche degli addetti alle vendite e alle casse esposti tutti i giorni, festivi compresi, al contagio e con paghe spesso molto basse.
In questi luoghi l’indisciplina regna sovrana, inutili i richiami degli addetti alle vendite e delle cassiere alle innumerevoli persone senza mascherina.
Ormai a causa del Covid e delle restrizioni imposteci, il commercio, e non solo, sta crollando.
Anche i Centri Commerciali sono in sofferenza, esempio ne è Le Porte di Mestre, dove ben 50 negozi su 120 hanno chiuso, complice anche il passaggio del supermercato dal gruppo Auchan al gruppo Conad con chiusura del piano superiore.
Vista la situazione che il Governo continua a ripeterci grave, non sarebbe il caso di pensare a disciplinare i movimenti in questi affollati luoghi di commercio e magari predisporne la chiusura nei giorni festivi?
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