Un’occasione per riscoprire la bellezza di un gesto semplice, di cui siamo stati privati durante la pandemia da Covid-19, capace di connettere le persone ad un livello più profondo.
Tra le tante giornate mondiali che ricorrono ogni giorno, c’è un’occasione dedicata a uno degli atti più semplici, ma potenti, che gli esseri umani possono compiere: l’abbraccio. Questa giornata che ricorre oggi, 21 gennaio, ha origini piuttosto recenti: risale infatti al 1986, quando il reverendo statunitense Kevin Zaborney pensò bene di istituirla per diffondere amore e conforto in un mondo che sembrava averne tanto bisogno.
L’abbraccio, questa manifestazione di affetto espressa in forma di linguaggio non verbale, porta con sé comprovati benefici per la salute mentale e fisica. Diversi studi hanno infatti dimostrato che abbracciare regolarmente qualcuno può ridurre lo stress, abbassare la pressione sanguigna e stimolare la produzione di endorfine, vale a dire gli “ormoni della felicità”.
Negli anni della recente pandemia da Covid-19, nel momento in cui la distanza fisica è diventata una necessità per la sicurezza collettiva, la mancanza degli abbracci si è fatta sentire. La carenza di contatto umano ci ha fatto riscoprire la bellezza di questo gesto tanto semplice, quanto capace di connettere le persone, evidenziando quanto la sua mancanza possa influire sulla nostra salute mentale. Il suo impatto nella vita quotidiana si è manifestato anche nella messaggistica istantanea, tanto da suggerire agli ideatori delle emoji di WhatsApp di introdurne una specifica che rappresentasse l’abbraccio (virtuale). Popolarità, in quel periodo, hanno conquistato anche l’emoji dei polmoni e l’elmetto del soldato. Altra curiosità, la faccina con la mascherina medica ha subito un restyling, gli originari occhi cadenti sono stati raddrizzati, e le guance un poco arrossate. Una reinterpretazione necessaria per passare dalla consuetudine asiatica (le emoji nascono in Giappone) di indossare una mascherina in pubblico quando si è raffreddati, alla rappresentazione – allegra – di persone pronte a fare la propria parte nella lotta al contagio. Così anche l’emoji della siringa, che qualche tempo più tardi ha subito un restyling vedendo sostituirsi il sangue in essa contenuto da un liquido trasparente, per meglio rappresentare i vaccini.
Nonostante le sfide incontrate nel periodo pandemico, che oramai possiamo dire di esserci lasciati alle spalle, la Giornata mondiale dell’Abbraccio ci invita a riflettere sull’importanza di non privaci di questo gesto d’affetto, la cui potenza risiede nella capacità di unire le persone, facendo del mondo un luogo più compassionevole.
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