La storia vera di un imprenditore visionario e del castello che ha attraversato duemila anni di storia per tornare a vivere nel presente.
CISON DI VALMARINO – C’è un luogo, nel cuore delle Prealpi Trevigiane, che sfida il tempo. Un luogo in cui si cammina su pietre romane, si dorme in stanze principesche e si respira l’eco dei secoli. È CastelBrando, una delle fortezze più grandi e antiche d’Europa, sospesa tra storia, cultura e innovazione. Ma questa non è solo la storia di un castello. È la storia di un imprenditore, Massimo Colomban, e della sua impresa visionaria: restituire vita, funzione e bellezza a un colosso architettonico dimenticato.
Una storia lunga duemila anni
CastelBrando non è un semplice castello: è un palinsesto storico. Le sue origini risalgono all’epoca romana, quando il sito ospitava un castrum, una fortificazione militare a guardia della Via Claudia Augusta. Nei secoli successivi il castello fu ampliato, trasformato, arricchito. Nell’Alto Medioevo divenne una roccaforte longobarda, poi sede nobiliare della potente famiglia Brandolini, alleata della Serenissima.
Ogni epoca ha lasciato la sua impronta: torri merlate, affreschi rinascimentali, arredi barocchi, scalinate monumentali, saloni da ballo e cappelle private.
Ma il Novecento fu il secolo del declino. Dopo guerre e abbandoni, il castello sembrava destinato al silenzio. Fino a quando, nel 1998, Massimo Colomban non ne ha acquisito la proprietà, avviando un progetto di restauro tra i più ambiziosi mai tentati da un privato in Italia.
Un restauro senza precedenti
Il progetto è durato oltre sei anni, coinvolgendo decine di professionisti: architetti, storici dell’arte, ingegneri, restauratori, artigiani. L’obiettivo non era solo estetico: CastelBrando doveva tornare a vivere, senza perdere la sua anima.
Colomban ha puntato su un restauro filologico ma intelligente, capace di accogliere tecnologie moderne in modo discreto. L’intera struttura è stata resa antisismica, rispettando i delicati equilibri del patrimonio artistico.


Tecnologia invisibile: il calore delle antiche “stube”
Una delle tecniche più affascinanti del castello è il sistema di riscaldamento a radiazione, collegato a una caldaia in ghisa, progettato dal Conte Scotti nel 1720 per diffondere il calore negli ambienti. L’aria calda generata dalla caldaia a legna, oggi sostituita da una a gas, veniva distribuita attraverso un sistema di canalizzazioni all’interno delle mura centrali larghe circa un metro. Castelbrando, come una grande stube, riscalda ancor oggi sale e saloni partendo dal terzo fino al settimo livello senza far circolare aria o polveri, offrendo un comfort termico silenzioso e uniforme. È una soluzione sostenibile, invisibile, economica e perfetta per la conservazione di affreschi, mobili d’epoca e pavimentazioni storiche. Il calore si diffonde come un abbraccio antico, rispettando la bellezza e la materia del tempo.
Benessere tra storia e natura
A rendere ancora più sorprendente CastelBrando è la presenza di un centro benessere ricavato tra le sue antiche mura. Un luogo intimo, elegante, silenzioso, dove la storia incontra il relax.
Il centro offre una spa con idromassaggi panoramici, bagno romano restaurato, saune finlandese, docce emozionali, cabine per trattamenti olistici ed estetici. I percorsi benessere sono pensati per rigenerare corpo e spirito, immersi in un’atmosfera che non ha eguali: volte affrescate, pietra viva, e il panorama che si apre sulle colline del Prosecco.
L’arte dell’ospitalità: tra storia, sapori e convivialità
CastelBrando non è solo un luogo da ammirare, ma anche da vivere pienamente. Camminare tra i suoi corridoi e le stanze affrescate, i pavimenti in stile veneziano, stucchi e sculture è un viaggio multisensoriale che coinvolge anche il gusto. Perché qui, l’ospitalità è un’arte coltivata con cura e passione.


All’interno del castello trovano spazio ristoranti e caffè, ciascuno con un’identità precisa: dalla raffinata cucina del Ristorante Sansovino, elegante e panoramico, alle atmosfere medievali della Taverna del Castello, fino all’esperienza gourmet de La Fucina, con piatti ispirati al territorio ma rivisitati in chiave moderna.
La cucina valorizza i prodotti locali, le tradizioni venete e i vini delle colline circostanti, in una sinfonia di sapori che raccontano la storia del luogo, dove tra l’altro il Mascarpone, ingrediente fondamentale per il Tiramisù, è stato scoperto 90 anni fa.
Un castello per il futuro
Oggi CastelBrando è molto più di un monumento. È un hotel di charme, un centro congressi, una scuola di formazione, un museo, un luogo di cultura e benessere. Ospita eventi internazionali, concerti, cerimonie, convegni, esposizioni d’arte.
È tornato a essere una “cittadella viva”, come lo era nei secoli d’oro. E tutto questo grazie a una visione imprenditoriale coraggiosa e lungimirante. Perché – come dice Massimo Colomban –
“Recuperare il passato è la forma più coraggiosa e sostenibile di costruire il futuro.”
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