Site icon Il Nuovo Terraglio

Casier, oltre 400 studenti contro le Mafie

400 ragazzi attenti e interessati a un argomento articolato e difficile. 400 ragazzi con tante domande e più di qualche momento di commozione. Le Mafie raccontate da chi le ha vissute e combattute. Le Mafie raccontate in prima persona dai filmati sulla strage di Capaci e via D’Amelio ma anche e soprattutto dalle testimonianze dei familiari delle vittime.

CASIER – Erano più di 400 gli studenti al Paladosson di Casier per la Giornata della Legalità. Martedì 23 maggio 2023 i ragazzi dell’Istituto Comprensivo erano tutti lì, a ricordare le stragi di Mafia – non solo del 1992 – che tolsero la vita a donne e uomini dello Stato.

Carmine Mancuso, Presidente Vittime della Mafia

Il Sindaco Renzo Carraretto, intervenuto all’inizio dell’incontro, ha ribadito che “la lotta alla Mafia non ha colore politico e non deve essere monopolio di nessuno”.

Un messaggio forte e chiaro cui i ragazzi hanno risposto con un fragoroso applauso e che hanno colpito il Presidente delle Vittime della Mafia Carmine Mancuso in collegamento da Palermo. Il già Senatore della Repubblica era accompagnato da Gianmarco Piazza, fratello di Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde fatto sparire nel marzo del 1990 dalla Mafia, probabilmente perché potrebbe essere stato a conoscenza delle responsabilità del fallito attentato all’Addaura nei confronti di Giovanni Falcone, avvenuto il 21 giugno del 1989.

Un grande plauso all’iniziativa è giunto proprio da Carmine Mancuso: “Fino a quando ci saranno sindaci come lei – ha detto rivolgendosi al Primo Cittadino di Casier – i ragazzi e il corpo degli insegnanti possono dare per scontato che la mafia non ci sarà mai”.

Il Presidente delle Vittime della Mafia ha poi continuato a rivolgersi all’amministrazione comunale casierese tramite i social: “Grande grazie per il vostro impegno e la sensibilità nel forgiare la coscienza delle nuove generazioni e un grande grazie per averci consentito di esprimere il nostro saluto, il compiacimento per la vostra manifestazione e il ricordo dei nostri cari caduti nel servire lo Stato da voi degnamente rappresentato”.

Il prof. Enzo Guidotto

Intervento a livello di lectio magistralis universitaria da parte del prof. Enzo Guidotto, presidente dell’associazione Osservatorio Veneto sul Fenomeno Mafioso costituita proprio nel 1992 subito dopo le stragi, che si è rivolto ai ragazzi affermando più volte con enfasi “Voi avete il diritto di sapere la verità!“.

Il silenzio assoluto di 400 anime ha accompagnato la proiezione dei video che hanno documentato in presa diretta i momenti tragici della strage di Capaci e di via D’Amelio, seguiti dalle testimonianze della moglie di Antonino Montinaro, capo scorta di Falcone, di Maria Falcone, sorella del magistrato e di Maria Fedele, moglie di Pietro Grasso, ex Procuratore Nazionale Antimafia. Era atteso anche il collegamento con Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ma i tempi tecnici non lo hanno consentito.

Grande emozione anche per gli interventi del vicepresidente dell’Osservatorio Veneto sul Fenomeno Mafioso e socio fondatore Gianluca Prestigiacomo – che gli studenti avevano già conosciuto a scuola – e di Mirco Favaron, sostituto commissario in pensione, ex operatore della Squadra Mobile di Venezia proprio negli anni in cui venne catturato più volte Felice Maniero.

Prestigiacomo, operatore della Digos di Venezia in pensione, ora giornalista e scrittore di saggi, aveva incontrato gli studenti qualche giorno prima del convegno, donando a ogni classe Arance Rosse, il suo racconto-dialogo tra una magistrato e una studentessa, cosicché i ragazzi potessero arrivare alla Giornata della Legalità in totale serenità.

Proprio da questo incontro è nata la scelta di raccontare pubblicamente alcuni sui ricordi, che hanno scosso nel profondo tutti i presenti. Come quando conobbe Libero Grassi nell’estate del 1991 a Roma: “In aeroporto a Fiumicino, salutandoci, ci eravamo dati appuntamento telefonico. Ci telefonammo qualche giorno dopo e mi aspettava in Sicilia, a Palermo, ma la Mafia ha impedito che ci potessimo incontrare. Lo ammazzarono prima“.

O come quando fu lui a telefonare al prof. Guidotto il giorno della strage di via D’Amelio: “Lui continuava a dirmi ‘vieni a trovarmi’ e io, con delicatezza, a suggerirgli di accendere la televisione. Alla fine appoggiò la cornetta e accese la tv. Non tornò mai al telefono“.

Dopo aver spiegato agli studenti il fenomeno Maniero e la criminalità organizzata in Riviera del Brenta, e di come l’aiuto alla popolazione del territorio facesse sembrare Maniero quasi un novello Robin Hood, Mirco Favaron ha raccontato la complessità di certe indagini sulla Mafia e le ripercussioni inevitabili sulla propria quotidianità: “Una vita dedicata alla lotta alla Mafia significa anche sacrificare la propria famiglia e i propri figli“.

Una frase che ha colpito profondamente i ragazzi, tanto che uno studente è sceso dagli spalti semplicemente per stringergli la mano, commuovendo l’ex poliziotto e tutti i presenti.

Ancora, il Prof. Enzo Guidotto si è soffermato a lungo sulle motivazioni per cui i due magistrati Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina, vennero barbaramente ammazzati.

“La Mafia è un fenomeno globalizzato – ha ribadito più volte nel corso del suo intervento – molte volte essa è territorialmente gradita, in quanto spesso non è avversata”.

Guidotto ha anche ricordato altri fatti di Mafia, come la strage di Ciaculli in cui morirono 7 militari, 4 carabinieri, un commissario di polizia e due artificieri dell’esercito.

Grande curiosità, grande fermento e tante domande agli ospiti, che hanno risposto a tutti i quesiti – ed erano tanti – posti dai ragazzi. Domande spontanee, che pretendevano risposte chiare. Una su tutte: “Ma la Mafia sarà mai debellata?“.

Ma tutta la mattinata è stata costantemente interrotta dagli scroscianti applausi da parte degli studenti, molto attenti e interessati a tutto quello che stava accadendo. Alla fine, il commento dei due ex poliziotti – peraltro amici nella vita anche prima di entrare a far parte dei rispettivi uffici operativi – altro non poteva essere che un messaggio di speranza: “Loro – rivolto alle giovani generazioni – sono la nostra speranza, la speranza di tutti. Occorre fare in modo che la loro genuinità non venga mai compromessa. Perciò, vanno sostenuti con la massima energia, da tutti, perché la lotta alla Mafia non è solo un impegno investigativo e giudiziario, ma soprattutto un impegno civico e quello di oggi è un esempio molto importante”.

Alla conferenza era presente anche l’Assessore all’Istruzione e alla Cultura Roberta Panzarin e l’Amministrazione Comunale, insieme a tutto il corpo insegnanti. Soddisfatta la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Casier, Stefania Nociti: “Mi auguro che questo diventi un appuntamento fisso per i nostri ragazzi“.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version