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Casier, Famiglie in Rete: insieme per migliorare la vita

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L’appello dell’Assessore Mestriner: “Vorrei rivolgermi alle famiglie casieresi: qualora si sentissero pronte, perché non mettersi in gioco per creare nuova linfa da integrare alle nostre famiglie accoglienti già esistenti del territorio?”.

Il progetto, nato nel 2016, fino al 2017 ha goduto della collaborazione dell’USL e del finanziamento della Regione Veneto. In seguito, le undici amministrazioni comunali che hanno creduto fin da subito nel programma hanno dato continuità al lavoro con risorse proprie. Prima con Spresiano capofila, poi ancora con Paese, che ha nuovamente manifestato la volontà di farsi capofila per la gestione della gara d’appalto. Quest’anno, da undici comuni si è passati a quattordici.

Rinnovata la convenzione tra il comune di Paese – capofila del progetto – e altri tredici comuni. Attualmente gestito dalla cooperativa Kirikù, Famiglie in Rete ha come obiettivi favorire e diffondere la cultura dell’accoglienza, della solidarietà e di incoraggiare nuove relazioni.

I presupposti di partenza sono le famiglie e la comunità. La famiglia intesa come nucleo che genera coesione sociale e favorisce processi d’inclusione e prevenzione alla marginalità. In ogni singolo comune nasce una “rete”, un gruppo di famiglie che si prende cura di sé e degli altri e s’impegna per il benessere della comunità in cui vive.

Le famiglie ospitanti offrono la possibilità di affiancare una famiglia in momentanea difficoltà, riconoscendo che questo accogliere è occasione di scambio e arricchimento reciproco, che va dal semplice sostenere i bambini nei compiti, negli impegni quotidiani, al trascorrere del tempo con la famiglia stessa.

Le famiglie accoglienti s’incontrano una volta al mese con le assistenti sociali del comune e un educatore per un momento di confronto, di collaborazione e di sostegno.

Le fasi del progetto sono quattro: sensibilizzazione del territorio, formazione, manutenzione della rete e le accoglienze.

“Sono dell’idea che gli enti locali ricoprano un ruolo fondamentale all’interno del progetto perché conoscono la comunità in cui operano, ne promuovono azioni di prevenzione e sono la prima fonte di segnalazione delle famiglie fragili”, commenta l’Assessore alle Politiche Sociali Leonella Mestriner. “La nostra amministrazione comunale crede nella prosecuzione di questo progetto. Chiediamo a voi tutti di riconoscerne la parte attiva nella vita di tutti i nostri cittadini. Inoltre, vorrei rivolgermi alle famiglie casieresi: qualora si sentissero pronte, perché non mettersi in gioco per creare nuova linfa da integrare alle nostre famiglie accoglienti già esistenti del territorio? Chiunque volesse, può prendere contatto con l’ufficio servizi sociali del Comune. Tutti insieme, possiamo migliorare le nostre vite e quelle dei nostri concittadini più fragili”.

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