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Casale approva la variante urbanistica con il morbillo

2 minuti di lettura

Per i consiglieri di minoranza di Verso il Domani, l’ennesima variante dell’Amministrazione Giuliato senza visione né progettualità, che condanna Casale all’immobilismo e all’impossibilità di progettare il proprio sviluppo

 
Pianificazione inesistente, lottizzazioni (o piani di urbanizzazione) che non diventeranno realtà, nessuna progettualità né visione di sviluppo del territorio: sono queste le caratteristiche salienti con cui, secondo i consiglieri di minoranza di Verso il Domani ‐ Stefania Benetti, Bruna Battaglion e Martina Simionato ­‐ può essere sintetizzata la variante urbanistica numero 7 al Piano degli interventi approvata nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale di Casale sul Sile.
 
 
“L’abbiamo ribattezzata la variante con il morbillo ‐ spiegano i consiglieri di Verso il Domani ­‐ perché la prima caratteristica che emerge dalla variante approvata è la mancanza di qualsiasi strategia e scelta di pianificazione organica del territorio, come mostra anche graficamente la variante che si presenta con un territorio punteggiato di pallini rossi. Una fatto che dimostra come questa amministrazione abbia scelto di utilizzare la variante urbanistica solo come mezzo per rispondere a richieste puntuali, seppur legittime, dei cittadini, anziché come strumento di pianificazione e progettazione del territorio nel suo insieme, stravolgendo, come ha fatto in più occasioni il senso stesso di questo strumento.”
 
 
Nella variante approvata, inoltre, nelle uniche aree per cui l’amministrazione comunale aveva definito un minimo di progettualità, sono stati gli stessi proprietari a sconfessare le scelte dell’amministrazione comunale per insostenibilità economica degli interventi, dimostrando ancora una volta la incapacità di pianificazione e la definizione dei parametri di perequazione economica degli interventi da parte dell’amministrazione stessa.
 
 
In due lottizzazioni (via Ca’ Polverin) l’amministrazione Giuliato si è infatti trovata costretta a concedere l’aumento dell’indice di edificabilità e la proroga del tempo di realizzazione delle opere richieste dalla proprietà. In una terza lottizzazione (via della Libertà), invece, in cui la variante prevedeva opere di perequazione importanti per l’intero quartiere (realizzazione di 30 parcheggi pubblici, sistemazione di due incroci pericolosi, realizzazione della passerella pedonale sul canale Bigonzo) sono stati gli stessi proprietari dell’area a chiedere di riconvertire l’area da residenziale ad agricola perché le richieste delle opere pubbliche da realizzarsi tramite perequazione erano troppo alte rispetto alla sostenibilità economica dell’intervento privato. Una richiesta che l’amministrazione non ha accolto, con l’unico risultato che, nonostante la variante preveda la realizzazione dei lavori, le opere destinate a tutto il quartiere non saranno mai realizzate perché la proprietà non potrà certo permettersi di attuare gli interventi in perequazione a quelle condizioni economicamente non sostenibili.
 
 
A rendere questa incapacità di programmazione ancora più evidente è il fatto che per questa variante urbanistica sono state presentate 67 osservazioni, di cui solo 22 ritenute accoglibili o parzialmente accolte. Il non accoglimento di tutte le altre osservazioni da parte dell’Amministrazione Giuliato è stato giustificato con questa (più che bizzarra) formula: “L’osservazione non è accoglibile, la richiesta viene rinviata d’ufficio alla prossima variante al PI, senza ulteriori attività a carico dell’osservante”.
 
 
Una motivazione con cui l’Amministrazione Giuliato prospetta una nuova variante che, con questi presupposti, si annuncia ancora una volta acritica e priva di qualsivoglia progettualità.
 
 
“Proprio la mancanza di metodo e di visione è l’aspetto che più contestiamo di questa variante ­‐ continuano Benetti, Battaglion e Simionato ‐ Crediamo che lo strumento della variante urbanistica debba essere utilizzato per pianificare lo sviluppo futuro del territorio, non per risolvere i problemi del presente, rispondendo a richieste puntuali, prive di qualsivoglia visione di insieme. Con questa variante, e con quelle che l’hanno preceduta, l’amministrazione Giuliato ha stravolto le norme e ha permesso di attuare edificazioni con interventi diretti che sono l’esatto contrario di una corretta ed equa pianificazione del territorio. È una scelta senza metodo che condanna Casale all’impossibilità di progettare il proprio sviluppo. È il contrario di una politica urbanistica che deve avere invece come obiettivi primari la pianificazione, la tutela dei cittadini e del territorio, il suo sviluppo armonico orientato alla realizzazione di servizi e alla valorizzazione degli aspetti più peculiari

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