Si comincia a scrivere sul serio e lo voglio fare condividendo con le mamme autistiche, perché questo diventiamo (sarà argomento di una prossima puntata…) i miei pensieri di qualche tempo fa.
Beh, dai, li ho rivisitati e ho inserito qualche esperienza acquisita nel tempo, per darmi e darci forza…
Un grande. Mio figlio è un grande.
Lo pensano tutte le mamme, dei loro figli. Lo so.
Ma ora so che le cose che mio figlio non riesce a fare, e quelle che riesce a fare di più, e meglio di noi, sono proprio le caratteristiche che lo rendono unico.
Quando era nella mia pancia, spesso gli parlavo.
Immaginavo con lui come sarebbe stato. Cosa sarebbe diventato.
Immaginavo i suoi occhi, il suo sorriso.
Quando mi hanno detto che mio figlio era autistico sono caduta a terra. Improvvisamente mi sembrava che tutto intorno avesse un peso così grande che il mio fisico non sarebbe stato in grado di sostenerlo.
Poche parole, macigni sul cuore.
Speciale, mi hanno detto. Sarà un bambino e un ragazzo speciale…
Non sono stata in grado di capire subito quanta forza possa abitare dentro un corpo quando un figlio ha bisogno di te. E quanto potente possa essere un amore, capace di superare i limiti del possibile e di scatenare le forze più incontrollabili che ciascuno ha dentro di sé.
Sono nata di nuovo insieme a mio figlio.
Ha tirato fuori delle cose di me che non sapevo di avere.
A volte, quando incrocio gli sguardi delle persone, mi capita di scorgere nei loro occhi il dispiacere. Riesco a vedere il loro tormento. A volte guardano me con ammirazione.
Se io, tutte le volte, avessi il potere di verbalizzare i loro pensieri, sono certa che sentirei parole che non rispecchiano la nostra condizione.
Nei loro occhi, spesso, leggo la disabilità. Mi diverto a indovinarli, i pensieri di queste persone che guardano me e mio figlio.
-Che brava mamma! Quanta forza! Chissà quanto soffrirà! Se fosse successo a me, non credo che ce l’avrei fatta!
Mah, semplicemente, qualcuno è costretto a misurarsi ogni giorno e a scoprire di sé forze che non sospettava.
Sono più fortunati di me, tutti loro? Non lo so. So solo che a volte possono dimenticarsi che esistono delle difficoltà contro cui bisogna lottare. Io no.
È speciale, sì, mio figlio. Come tutti gli altri. È speciale come loro, non di più. Non ha superpoteri. È unico.
Ha una dolcezza fuori dal comune. Una forza incredibile. È lui che mi ha insegnato a sorridere davvero. È lui che tiene per mano me.
La verità è che l’autistico non è né eroe, né disgraziato. È una persona che affronta le difficoltà, cade e si rialza, esattamente come tutti.
E la sua famiglia con lui.
E ora ti dico mamma non mollare mai, nemmeno quando credi di essere la sola a portare tutto il peso del mondo.
Guardalo davvero tuo figlio autistico. Respiralo, vivilo, immergiti in lui.
Nel caos di questa nostra società può essere il tuo cammino di rinascita.
Ma se saprai vedere oltre ciò che è il visibile.
“M: MI SENTO INADEGUATA PER TE. HO PAURA DI NON DARTI TUTTO QUELLO DI CUI HAI BISOGNO.
G: Basta che tu ascolti il tuo cuore e mi ami”
Con queste poche righe vi salutiamo e, se lo desiderate, ci leggeremo la prossima volta.
Gabriele e la mamma
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