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Carenza di medici: avviato il confronto fra organizzazioni sindacali e Ulss 2

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L’incontro di giovedì 26 luglio a Treviso fra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali, le Federazioni dei pensionati e la direzione della Ulss 2, nell’ambito di un percorso di confronto avviato grazie agli accordi sindacali unitari sottoscritti nei mesi scorsi sia a Treviso che a Belluno, ha sancito l’avvio strutturato di tavoli di confronto permanenti in entrambi i territori per monitorare in tempo reale la realizzazione del piano socio-sanitario, la applicazione delle schede ospedaliere, ma anche segnalare le criticità e le possibilità di miglioramento.

 

Molte le questioni affrontate giovedì, spiega Cinzia Bonan, Segretario generale Cisl Belluno Treviso presente al tavolo di confronto: “a partire dal futuro della sanità nella Marca trevigiana e della sua ri-organizzazione, che va ridisegnata anche alla luce di ambiti più ampi di quello trevigiano, considerando che il nostro territorio diventerà per alcuni ambiti sanitari “hub” per Belluno, quindi unico punto di riferimento per alcune specializzazioni anche per la popolazione del bellunese”.

 

“Sono state discusse – prosegue Bonan – anche tematiche relative al funzionamento dei distretti e dei piani di zona che riguardano 7 ambiti socio-sanitari, compreso il problema della continuità di cura, degli ospedali di comunità e della necessità che i medici di medicina generale e le guardie mediche siano messi nelle condizioni di garantire la medicina di base anche nei centri periferici territoriali di base funzionanti ed efficienti. Infine è stato affrontato il problema della carenza di medici specialistici. “Necessaria una revisione delle modalità di assunzione dei medici specialistici anche in merito al numero chiuso delle università, ad oggi evidentemente insufficiente, visto l’esito di alcuni concorsi andati deserti”, spiega Bonan.

 

“Le questioni aperte sono molte: la nostra sanità si sta indebolendo per molti aspetti, tra i quali anche l’invecchiamento della popolazione, motivo per cui apprezziamo l’avvio di un tavolo di discussione con cadenze mensili per affrontarle. Auspichiamo però che si avvii quanto prima, e con il necessario coinvolgimento delle parti sociali, il confronto in Regione sul nuovo Piano socio sanitario recentemente approvato dalla giunta del Veneto, perché il corretto funzionamento del sistema sanitario è la condizione fondamentale a garanzia della salute dei cittadini”, ha concluso Bonan.
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