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Carabinieri. Sfruttamento e lavoro nero, cinque arresti nel Trevigiano

Altivole, Asolo e Borso del Grappa: l’operazione dei Carabinieri ha portato all’arresto di cinque cittadini di nazionalità cinese accusati di aver sfruttato in concorso lavoratori irregolari all’interno di laboratori per la produzione di componenti destinati al sistema delle calzature.

Vittime dello sfruttamento immigrati pakistani, retribuiti con poco più di 3 euro l’ora e fatti lavorare per 10 ore il giorno. Non bastasse, i lavoratori erano alloggiati in roulotte senza riscaldamento e servizi igienici, oppure in strutture poco idonee. Tutte le attività sono state sospese. Agli arrestati è contestato aanche il favoreggiamento dell’ingresso clandestino in Italia di altri cittadini cinesi. Gli 11 lavoratori di nazionalità pakistana sono stati trasferiti dai Carabinieri in strutture protette. Al termine delle rituali formalità, gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Treviso e Venezia e una donna è stata posta agli arresti domiciliari.

A comunicare l’esito di quest’importante operazione, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Treviso: “Nei Comuni della provincia di Treviso di Altivole, Asolo e Borso del Grappa, i Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto, in collaborazione, per le fasi di accertamento e verifica, con il personale del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Venezia e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, nell’ambito di articolata indagine sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, acquisiti concordanti riscontri investigativi desunti da attività ispettiva eseguita, in contemporanea, nelle scorse ore, presso laboratori di lavorazione e produzione calzaturiera, hanno effettuato arresti e denunce per sfruttamento del lavoro e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina“.

Il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia “I valori del lavoro e dell’imprenditorialità nel rispetto della legge sono connaturati al territorio del Veneto, ed è per questo che scoprire in laboratori di lavorazione e produzione calzaturiera, settore di eccellenza nella nostra regione, lavoratori sfruttati e sottopagati e impiegati in un ambiente lavorativo privo dei requisiti di sicurezza e igiene fa male. Per questo desidero esprimere il mio plauso ai Carabinieri e alla Procura di Treviso per l’operazione portata a termine stamattina”.

“Ringrazio le forze dell’ordine e l’Autorità giudiziaria per l’importante lavoro che compiono ogni giorno – aggiunge Zaia – Lo sfruttamento dei lavoratori, costretti talvolta in condizioni di vita e di lavoro disumane, è una piaga che va combattuta. Ora attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”.

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