Carabinieri di Treviso intensificano la lotta contro la violenza di genere nel 2024, con 26 provvedimenti cautelari eseguiti finora e l’applicazione della legge Roccella per proteggere le vittime
TREVISO. Nel corso dei primi mesi del 2024, l’azione di prevenzione e contrasto dei reati di violenza di genere da parte dei Carabinieri in provincia di Treviso è stata costante e incisiva. Già 26 provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nei confronti di individui responsabili di maltrattamenti in famiglia, minacce e atti persecutori, comunemente noti come “codice rosso”.
Questa attività si inserisce nell’ambito delle disposizioni introdotte dalla cosiddetta “legge Roccella” (L. 24 novembre 2023, n. 168), entrata in vigore lo scorso dicembre, che mira a contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica. La legge ha lo scopo di rafforzare le procedure e gli strumenti per proteggere le vittime di violenza, consentendo una valutazione e una gestione del rischio più efficaci, al fine di prevenire letalità, reiterazione e recidiva.
Le indagini condotte dai Carabinieri, sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Treviso, hanno portato all’emissione di provvedimenti cautelari, come il divieto di avvicinamento alla parte offesa e l’allontanamento dalla casa familiare, in conformità con la normativa vigente. È importante sottolineare che la colpevolezza dei soggetti coinvolti sarà stabilita solo con una sentenza irrevocabile di condanna.
Un caso recente ha riguardato uno stalker trentenne nell’hinterland trevigiano, che non accettava la fine della relazione sentimentale. L’uomo ha tormentato ripetutamente la sua ex-partner, arrivando persino a forzare porte e finestre per introdursi nella sua abitazione, minacciandola e controllandone i movimenti.
Dopo la denuncia della donna ai Carabinieri e un’indagine tempestiva, è stata emessa un’ordinanza del Tribunale di Treviso che impone al persecutore il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi frequentati da lei, con un raggio di 500 metri. Inoltre, è stato vietato ogni tipo di comunicazione con l’ex convivente e sono stati adottati strumenti di controllo elettronico.
Questa azione dimostra l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare la violenza di genere e proteggere le vittime, anticipando le misure di protezione per garantire la sicurezza delle persone vulnerabili.
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