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Caporalato e lavoro irregolare, raffica di controlli nel Trevigiano: 27 aziende inadempienti e sanzioni per 250mila euro

Controlli serrati contro il caporalato, il lavoro nero e le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. È il bilancio dell’ultima operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Treviso, con il supporto dell’Arma territoriale, che ha interessato diversi comuni della provincia e numerosi settori produttivi: dall’agricoltura all’edilizia, dai locali pubblici ai centri massaggi gestiti da cittadini extracomunitari

TREVISO. L’obiettivo dichiarato è stato duplice: contrastare lo sfruttamento della manodopera e verificare il rispetto della normativa su salute e sicurezza, in un territorio ad alta vocazione agricola e con un’intensa attività nel comparto edilizio.

A Volpago del Montello, durante un controllo in un vigneto, i militari hanno ispezionato un’azienda agricola impegnata nelle operazioni di potatura e legatura delle viti. L’attività è stata sospesa immediatamente dopo aver accertato l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi, obbligatorio per legge. I lavoratori presenti sono stati allontanati dal fondo agricolo fino alla regolarizzazione della posizione aziendale.

Gravi irregolarità anche nel settore edile. A Susegana, un’impresa è stata fermata per violazioni in materia di sicurezza: gli operai stavano lavorando su un ponteggio esposti al rischio di caduta dall’alto. Analogo provvedimento di sospensione è stato adottato in un cantiere di Riese Pio X, dove una ditta operava senza il previsto Piano Operativo di Sicurezza, documento fondamentale per la tutela dei lavoratori.

Non sono mancati interventi nei pubblici esercizi. A Mogliano Veneto, durante un controllo congiunto con il Comando Stazione Carabinieri e la Polizia Locale, in un centro massaggi gestito da una cittadina di origine cinese è stata individuata una lavoratrice extracomunitaria impiegata in nero e priva di un titolo di soggiorno valido per svolgere attività lavorativa. Situazione analoga a Pederobba, dove in un bar è stata identificata una barista impiegata irregolarmente: anche in questo caso è scattata la sospensione dell’attività fino alla regolarizzazione della posizione.

Le verifiche hanno interessato inoltre i comuni di Valdobbiadene, Resana, Istrana, Conegliano, Colle Umberto e Castello di Godego. In totale sono risultate 27 le aziende inadempienti, con numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tra le irregolarità più frequenti figurano l’omessa nomina del medico competente, la mancata formazione dei lavoratori e la mancata designazione degli addetti alle emergenze.

Il bilancio complessivo dell’operazione parla di sanzioni e ammende per circa 250mila euro. Un intervento che conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sul rispetto delle regole nel mondo del lavoro, con particolare riguardo ai settori maggiormente esposti al rischio di sfruttamento e alle carenze in materia di sicurezza.

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