L’ultimo tango per il governo Bayrou apre scenari inqiuetanti e pone interrogativi che oggi appaiono clamorosi
È la prima volta che nella V Repubblica in Francia viene votata la sfiducia con i numeri che cantano chiaro: 364 parlamentari a sbarrare contro la fiducia e 194 a favore e Bayrou che non riesce neanche a raccogliere i consensi degli esponenti del governo.
Il caos in Francia diventa allora sovrano e Macron in questo momento conosce benissimo cosa succederà, con la prima giornata di protesta di oggi e il forte vento della pressione sociale mai sopita. In effetti la rivoluzione i francesi l’hanno già fatta, questione di storia e da oggi si promettono blocchi e insediamenti massicci. Ma la differenza tra la Francia e la maggior parte di tutti i paesi è una sola. I transalpini quando si muovono lo fanno in maniera compatta, dura e ad oltranza.

La barricata prevede quantomeno di disarcionare il governo, con un Macron che appare intimidito, in cerca di soluzioni politiche che francamente oggi appaiono molto difficili e alle prese con una rivolta ardua da arginare.
Con la bandiera d’oltralpe che ieri in tarda serata ha visto Macron nominare premier Sébastien Lecornu, con quest’ultimo che non ha mancato di ringraziare il presidente di cui è fedelissimo pubblicando un post su X, lodando anche il coraggio del suo predecessore François Bayrou.
Photo credit by Wikipedia
Instacult di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
