In una domenica di dicembre in prossimità delle feste natalizie, nel parco dei Moreri di Silea, si è tenuto un concerto del coro dell’Auser, intitolato Canti di Pace
TREVISO. L’aspettativa per questo evento è stata molto alta, perché per parteciparvi è stato necessario prenotarsi e molte persone sono rimaste in lista d’attesa.
Il coro dell’Università Popolare Auser di Treviso è una realtà ormai consolidata e molto apprezzata, tanto da essersi esibita sia alla presenza di Papa Francesco sia nell’ultima marcia della Pace Perugia-Assisi, oltre ad avere un repertorio “classico” legato al mondo del lavoro, alla lotta partigiana e alla Resistenza.

Il coro nasce nell’ autunno 2006 su iniziativa dell’allora Presidente dell’Università Popolare Auser di Treviso Luisa Tosi e della cantautrice Rosanna Trolese (cantante, chitarrista ed ex-insegnante, ha fatto parte di un gruppo folk veneziano, il Canzoniere Popolare Veneto) per creare un’occasione di socializzazione tra persone prevalentemente ultrasessantenni e di riflessione su particolari contenuti di carattere storico e sociale.
Tra gli spettacoli realizzati in questi anni ricordiamo quello nato in occasione del 150° Anniversario dell’Unità di Italia, che propone una ventina di canti rappresentativi di tutte le regioni d’Italia eseguiti in italiano e nei vari dialetti locali, “La Storia siamo noi – excursus storico-sociologico sul tema della grande emigrazione veneta del periodo tra fine ‘800 e prima metà del ‘900”; “Principesse un corno! – Viaggio negli stereotipi di genere” e “Todo Cambia – percorso storico musicale dal crollo del muro di Berlino ad oggi”. L’ultimo lavoro è: “Festa d’Aprile -viaggio nelle storie più intime della Resistenza a 80 anni dalla Liberazione”, con canti e testimonianze familiari delle coriste.

Nella primavera del 2017 la maestra Rosanna Trolese passa il testimone della direzione a Erica Boschiero, “una delle voci più interessanti della canzone d’autore al femminile nel panorama italiano”: così i giornalisti la descrivono. Cantautrice, autrice, chitarrista, ha suonato anche per Emergency, per Amnesty International, per Legambiente e in molte altre occasioni di rilevanza sociale.
A Silea il coro è stato invitato, tra l’altro, per la sua sensibilità al tema dell’inclusione: ricordiamo infatti che è composto da donne anche ultraottantenni e accoglie persone con disabilità. L’amministrazione comunale, grazie alla preziosa collaborazione di Auser Polaris, a cui è stata affidata la gestione del Parco dei Moreri, è sempre particolarmente sensibile a questo tema e programma regolarmente eventi volti a far crescere l’accoglienza verso i più fragili.
Il concerto è iniziato con un classico dell’atmosfera natalizia, Bianco Natale, ma poi ha lasciato spazio ai temi che sono più vicini allo spirito del coro. Nel programma hanno trovato posto molti brani cantautorali come La storia siamo noi di Francesco De Gregori,per richiamare all’impegno e alla responsabilità personale, o la canzone di Pierangelo Bertoli, Eppure Soffia, che anticipa i temi relativi all’ambiente. Una canzone è stata dedicata anche alla nonna di Erika, Panain, in cui la cantautrice ricorda tutte le tradizioni del periodo natalizio che le venivano raccontate da bambina.
Ma non è mancato neppure l’impegno politico: il coro ha proposto una canzone palestinese, Yamma, preceduta dalla lettura di un brano sulle condizioni di vita di quel popolo martoriato.
Sul finale il pubblico ha potuto ascoltare un Bella Ciao in tutte le lingue e un bis classico, il Canto delle Impiraresse. Entrambi i pezzi hanno scaldato tutti i presenti, che hanno applaudito calorosamente.
Ricordiamo infine che attualmente il coro è composto da 55 donne dai 60 ai 95 anni, fortemente motivate a ritrovarsi non solo per amore della musica, ma anche per i contenuti affrontati attraverso le canzoni (pace, diritti umani, difesa dell’ambiente) e per la funzione di integrazione, conoscenza del territorio e socialità che i concerti favoriscono. Non secondario è l’aspetto di ricerca artistica, di condivisione delle esperienze personali delle coriste, soprattutto in relazione ai temi trattati, e l’effetto benefico che la musica corale produce in chi la pratica in una situazione di ascolto reciproco e di rispetto dell’altro.
Queste donne coraggiose ed impegnate ci danno una lezione di educazione civica impareggiabile: sempre, in ogni momento della nostra vita siamo chiamati alla responsabilità e all’impegno sociale, mettendoci al servizio della comunità con ciò che sappiamo fare.
Ancora di più, in questo Natale funestato da guerre ed ingiustizie, la nostra voce conta e la loro ancora di più, perché ha un valore aggiunto: quello degli ideali e del cuore.
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