Scade fra 7 giorni quando finirà il termine per la presentazione delle alleanze e arriva l’ennesimo colpo di teatro. Con gli anelli acquistati e il rito prenotato al pari del viaggio di nozze a Capalbio Carlo Calenda molla di brutto Letta colpevole di aver chiuso l’intesa con SI, Di Maio, Verdi e Bonino.
In piena bagarre di mercato il Pd dovrebbe schierarsi con Europa Verde, Impegno Civico, Europa e Sinistra Italiana con Calenda che ora strizza l’occhio a Matteo Renzi quando declama un’ opportunità straordinaria, ovvero il Terzo Polo.
Nel frattempo l’ira dei Dem scorre come un fiume in piena e le corse in solitaria diventano un brand a cui ricorrere facendosene scudo, come il Movimento 5 stelle e forse Azione dopo la dipartita di oggi che appare tutto fuorché una sorpresa.
L’autentico crocevia di commerci, intese e scambi ora è arrivato in zona Cesarini, anche se in politica quando tutto appare scontato arriva il rovescio. Le coalizioni, fatte per compattare un’idea e scalare le urne sembrano fatte con il centrodestra blindato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia salvo Maalox dell’ultima ora e una sinistra malmostosa in cerca di far quadrare l’idea.
Le intenzioni di voto oggi sembrano premiare la compagine capitanata da Giorgia Meloni ma la zona grigia composta da indecisi, delusi e abbonati dell’ultima ora è ampia e deve essere intercettata.
Poi chi ha messo in naftalina la propria tessera elettorale avrebbe i numeri per un altro segmento elettorale, ma questo appartiene ad un altra trama, un’altra fiction.
Instacult di Mauro Lama
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