Si svolgerà, al Teatro Corso di Mestre, la tanto attesa seconda edizione dello show contest internazionale di Burlesque
Mestre – Il Burlesque è un’arte scenica di teatro e varietà, nata nell’Ottocento, in Inghilterra. Unisce satira, ironia, seduzione , attraverso stripteasecoreografici ed eleganti. Caratterizzato da costumi sfarzosi in stile retrò, non prevede la nudità totale, puntando invece su autoironia, valorizzazione del corpo e gioco teatrale, senza mai scadere nella volgarità. Include danza, costumi elaborati (lingerie, piume, corsetti) e musica, con un focus sul teasing (stuzzicare) piuttosto che sulla nudità.
Il nome stesso deriva da “burla”, evidenziando l’elemento umoristico e di parodia sociale, che oggi mira a decostruire gli stereotipi sulla femminilità. Recentemente, la forma moderna ha visto una rinascita, attraverso anche i numerosi corsi e scuole che coinvolgono persone di tutte l’età.
La serata
Sabato 28 marzo 2026 alle ore 21 il Teatro Corso di Mestre ospiterà seconda edizione dell’Élite Burlesque Festival: show – contest internazionale con 10 performer tra le migliori del panorama mondiale e due headliner di fama internazionale, Katerina Sahara (Siberia) ed Evana De Lune (Australia).
Attesi oltre 600 spettatori, con pubblico proveniente anche dall’estero, per una serata di glamour che si conferma tra le più partecipate a livello nazionale ed europeo nel panorama burlesque. Platea e prima galleria risultano, inutile dirlo, già esaurite.
Il festival, alla sua seconda edizione dopo il debutto del 2025, porta sul territorio un evento di respiro internazionale e di altissimo livello artistico, con performer provenienti da Paesi di tutto il mondo e selezionate tra alcune delle migliori artiste della scena burlesque globale.

L’iniziativa è organizzata da Élite Burlesque APS, associazione del territorio fondata da performer locali: Mariagloria, Giorgia, Eleonora e Vanessa (in arte Miss Spicy Ginger, Sweety May, Little Lola e Frankie Lullaby), con l’obiettivo di valorizzare e diffondere il burlesque come forma d’arte performativa contemporanea e inclusiva.
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