A tre anni di distanza dai Giochi Olimpici di Tokyo il quartetto composto da Lamon, Ganna, Milan e Consonni torna sul podio con il bronzo su pista
PARIGI – Tre anni fa a Tokyo era stato il trionfo, difficile riconfermarsi, soprattutto contro un’Australia così. Ma ecco che il quartetto formato da Francesco Lamon, Filippo Ganna, Jonathan Milan e Simone Consonni riescono nell’impresa di andare di nuovo sul podio con uno splendido bronzo nell’inseguimento a squadre di ciclismo su pista.
Qualificatisi con il quarto tempo in 3:44.351, gli azzurri sono stati poi sconfitti dall’Australia con 3:40.730 rispetto ai nostri 3:43.205, rinunciando così alla corsa per l’oro. Nella gara con la Danimarca per il bronzo il quartetto tricolore è stata praticamente sempre indietro.
La rincorsa parte negli ultimi mille metri con gli azzurri che aumentano notevolmente il passo prendendo un ritmo insostenibile per i nostri avversari. Arriva così il bronzo con il tempo di 3:44.197, davanti a una Danimarca mai doma in 3:46.138.
Oro meritato per la fortissima Australia (3:42.067) che batte la Gran Bretagna (3:44.394).
Non riescono nella stessa impresa la squadra femminile composta da Elisa Balsamo, Chiara Consonni (subentrata al posto di Letizia Paternoster), Martina Fidanza e Vittoria Guazzini. Dopo aver perso al primo turno con la Nuova Zelanda (4:04.818 vs 4:07.491) cedono per il bronzo alla Gran Bretagna. Non è bastato il vantaggio iniziale per portare a casa la medaglia (4:06.382 vs 4:08.961).
L’oro va agli Stati Uniti (4:04.306), che nel gold medal match hanno la meglio proprio sulla Nuova Zelanda (4:04.927).
L’atletica
Tamberi e Sottile ci regalano la finale di domani sera nel salto in alto. Nonostante la paura dei giorni scorsi, il portabandiera azzurro riesce nell’impresa di qualificarsi come sesto a pari merito con il connazionale. Non sarà facile riconfermarsi sul gradino più alto del podio, ma con Gimbo tutto è possibile.
Entra in semifinale degli 800 metri ottimo Catalin Tecuceanu con il secondo tempo (1:44.80). Ripescaggio, invece, per Simone Barontini, che nella successiva heat conclude quarto (1:46.33). Ludovica Cavalli corre in 4:02.46 nel primo ripescaggio dei 1500 metri, taglia il traguardo da seconda e vola in semifinale. Non ce la fa Federica Del Buono, settima in 4:06.00. Bene Sintayehu Vissa, che si piazza davanti a tutte nel secondo ripescaggio e con il crono di 4:06.71 vola anche lei in semifinale.
Sesto posto in 2:52.53 per Massimo Stano e Antonella Palmisano nella staffetta mista di marcia, con l’azzurro non al meglio dopo l’infortunio alla caviglia e la pugliese alle prese con il post covid contratto negli scorsi giorni. Successo finale per la Spagna di Alvaro Martin e Maria Perez (2:50.31), che chiude davanti all’Ecuador di Brian Daniel Pintado e Glenda Morejon (2:51.22) e all’Australia di Rhydian Cowley e Gemima Montag (2:51.38).
Andy Diaz si prende l’ultimo posto utile per la finale maschile di salto triplo arrivando 12° (16.79) nelle qualificazioni. Eliminati invece sia Andrea Dallavalle (19° con 16.65) sia Emmanuel Ihemeje (20° con 16.50).
Una immensa Elisa Molinarolo sigla il personal best (4.70) ed è sesta nella finale femminile di salto con l’asta mentre Roberta Bruni archivia la sua prova al 14° posto (14.40). Vittoria per l’australiana Nina Kennedy (4.90), poi l’americana Katie Moon (4.85) e la canadese Alysha Newman (4.85).
Lorenzo Simonelli finisce quinto (13.38) nella seconda semifinale dei 110 ostacoli e rimane escluso dalla finale. Determinanti gli ultimi due salti. Alessandro Sibilio chiude sesto (48.79) nei 400 ostacoli ed è costretto a dire addio alla finale. Fuori anche Fausto Desalu (primo degli esclusi) e Filippo Tortu, entrambi quarti (20.37 e 20.54) rispettivamente nella seconda e nella terza semifinale dei 200 metri.

IL MEDAGLIERE DELL’ITALIA TEAM
Photo Credits: Simone Ferraro/Giuseppe Giugliano/CONI
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