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Brevi passeggiate concesse per famiglie con ragazzi autistici. Una possibilità importante, che dà sollievo a molte persone

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“Vi chiediamo tolleranza per i ragazzi con autismo che, per esigenza, escono con i genitori nei nostri territori. Avvisate di portare la documentazione comprovante la patologia con loro in modo da giustificarne l’uscita. Ovviamente devono comunque rispettare le condizioni normali dei Dpi. Abbiamo già concordato questa linea con il Prefetto.”

 

Questo il messaggio che i 94 Sindaci della Marca hanno ricevuto giovedì 19 marzo dal primo cittadino di Treviso Mario Conte che, dopo essersi confrontato con il Prefetto Maria Rosaria Laganà, ha allentato la misura restrittiva sulle passeggiate e sulla mobilità, per le famiglie con figli autistici.

 

“Avevo chiesto al Sindaco Conte, che è stato anche un volontario della nostra Fondazione,  di poter intercedere con il Prefetto di Treviso al fine di poterci aiutare nella gestione quotidiana dei ragazzi e delle ragazze con autismo – spiega Mario Paganessi, Direttore della Fondazione – Non stiamo chiedendo assistenti o educatori a casa, che al momento noi sconsigliamo come strada da percorrere. Abbiamo chiesto di poter però avere dei gradi di libertà nella gestione quotidiana dei ragazzi certificati con Legge 104 art. 3 comma 3 per poterli portare in bicicletta e/o in una passeggiata, nel rispetto delle regole di sicurezza imposte dalla attuale situazione e naturalmente senza abusarne. Sono stato poi ricontattato, in serata, per la conferma che sarà possibile passeggiare, entro 1 km di distanza da casa, nel rispetto delle regole sopra menzionate e muniti di autocertificazione e copia Legge 104 con specificato art.3 comma 3.”

 

“Siamo molto felici di questa attenzione riservata alle famiglie di ragazzi con autismo, e chiediamo a tutti gli altri Sindaci della Marca di aiutarci in questo momento difficile per tutti ma, credeteci, molto duro per chi ha un figlio autistico a cui è difficile, per non dire impossibile, spiegare la situazione e cercare di contenere una iperattività tipica di questi soggetti. Anche per questo, abbiamo attivato qualche giorno fa, uno sportello online di supporto psicologico, già raggiunto da oltre 70 famiglie. Ognuno, in questa fase, faccia la sua parte”, conclude Paganessi.

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