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Botti di Capodanno, ritrovato Black a 200 chilometri da casa

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Il pastore tedesco era scappato da Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova, la notte di Capodanno. Era in una buca sfinito e infreddolito. La presa di posizione di Zanoni (PD): “Una storia da divulgare, per sensibilizzare chi utilizza i botti e per spingere definitivamente verso il divieto su tutti i territori”.

PADOVA – A dicembre, ogni anno, siamo in tanti a provarci, dalle associazioni animaliste ai comuni cittadini, passando per noi giornalisti. Immancabilmente, allo scoccare della mezzanotte, malgrado le ordinanze dei vari sindaci, le strade si trasformano in una piccola Beirut.

A farne le spese i nostri amici animali. Come spiega la LAV, ma ormai dovremmo saperlo tutti, il fragore dei botti di Capodanno oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento. 

Ed è proprio quello che è successo a Black, pastore tedesco scappato da Santa Giustina in Colle e ritrovato dopo 17 giorni a Legnago, dopo una fuga di 200 chilometri causata dallo spavento per i botti di Capodanno. Se quella di Black è una gran buona notizia, per lui e per la sua famiglia, non dobbiamo comunque dimenticare tutti gli altri che non torneranno più o muoiono d’infarto.

Ne vale proprio la pena?

Per il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, “la vicenda è emblematica di un problema profondo. E va divulgata al massimo per sensibilizzare chi fa uso di petardi e chi, a livello politico e istituzionale, ha il compito di intervenire a livello normativo”.

“Da tempo – prosegue – ho proposto di abolire i botti nel Piano faunistico venatorio. E il loro divieto è previsto nella nostra proposta di legge, ferma nei cassetti della commissione Sanità, sugli animali d’affezione. Questa vicenda dimostra per l’ennesima volta quanto dannosi siano i botti: tutti hanno ancora in mente quanto accadde ad esempio a Roma due anni fa, con la morte di migliaia di storni che spaventati volarono al buio andando a impattare contro muri e cavi a causa delle  esplosioni di Capodanno. Una festa che non può essere celebrata con questa abitudine incivile”.

Zanoni ricorda che, “proprio alla vigilia dell’ultimo San Silvestro, assieme ai consiglieri dell’Intergruppo Tutela Animali (Anna Maria Bigon, Arturo Lorenzoni e Cristina Guarda), avevamo lanciato un accorato appello a tutti i sindaci per approvare ovunque dei regolamenti di divieto dei botti, validi tutto l’anno. Rinnovando al Governo e al Parlamento la richiesta di una legge nazionale. Bisogna agire urgentemente in questo senso. E, contemporaneamente, insistere con la sensibilizzazione: sono infatti certo che il 99% di chi usa i botti, lo fa senza essere consapevole delle conseguenze sugli animali. La storia a lieto fine di Black diventa in questo senso testimonianza della gravità di questi comportamenti. Prenderne coscienza è il primo antidoto per evitare il ripetersi di questi casi, che di solito finiscono purtroppo nel peggiore dei modi”.

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