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Borsa di studio in memoria di Gloria Trevisan e Marco Gottardi

2 minuti di lettura

In occasione della cerimonia di conferimento presso il Consiglio regionale del Veneto della prima borsa di studio in memoria di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due sfortunati giovani veneti tragicamente scomparsi nel rogo della Grenfell Tower di Londra, l’assessore Regionale all’Istruzione e al Lavoro del Veneto Elena Donazzan, interviene con una propria nota.
“Sono molto dispiaciuta di non aver potuto partecipare alla cerimonia [del 24 luglio], a causa del protrarsi della mia convalescenza: avrei voluto esserci come assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro per dire che il Veneto non dimentica questi due giovani professionisti veneti, morti nel tragico incendio a Londra, dove avevano da poco
iniziato un nuovo percorso lavorativo” afferma l’assessore Donazzan. “Questa borsa di studio è un segno, chiaro e forte, dedicato a loro e ai tanti giovani che con coraggio vanno a studiare e a lavorare all’estero e che auspichiamo tornino in Italia, formati e cresciuti, pronti per contribuire a far crescere la nostra comunità. Una crescita che non è stata possibile per Gloria e Marco”.
 
“Gloria e Marco se n’erano andati dall’Italia in cerca di una miglior retribuzione, per dimostrare che da soli ce la potevano fare, che potevano basare il loro futuro sulle sole proprie capacità: ci erano riusciti, conquistando un lavoro ben pagato e un
appartamento nuovo di zecca, con una vista stupenda, all’ultimo piano della Grenfell tower. Quella torre che poi, a causa dell’imperizia di chi l’ha progettata e costruita, è diventata la causa della loro morte – continua Donazzan – Gloria e Marco sono stati un esempio di determinazione e di coraggio e per questo è giusto che anche nelle scuole del Veneto si parli di loro, del loro impegno, dei loro sogni, della loro prematura scomparsa”.
 
Il Veneto su mia proposta ha recentemente promosso con 1,5 milioni le ‘borse di rientro’, una misura che servirà per finanziare proposte e progetti di innovazione sociale e di inclusione, che favoriscano il rientro di lavoratori qualificati, o meglio la ‘circolarità’ dei ‘cervelli’. Siamo la prima Regione in Italia ad aver varato un provvedimento simile, volto a far rientrare in patria questi ragazzi che molti chiamano ‘cervelli in fuga’ – conclude l’assessore regionale – al profondo rammarico per la prematura scomparsa di Gloria e Marco voglio contrapporre l’auspico che questo strumento possa presto dimostrarsi utile ad invertire la tendenza, a contrastare il ruolo dell’Italia e del Veneto come ‘donatori universali’ di professionalità e competenza”.

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