È stata fino a oggi evidente la funzione sociale di alta caratura che questo progetto riveste: riciclare, riutilizzare e ridurre gli sprechi sono dei must che nelle città del 2020 devono trovare spazio, e che le Amministrazioni devono sostenere.
La Borsa di Mary Poppins rappresenta proprio l’abbattimento del disagio sociale, la possibilità per chi insegna e per chi impara di “tessere” letteralmente rapporti sociali promuovendo lo spirito di socialità e volontariato tanto fondamentale per la nostra città.
Il progetto prevede, infatti, un laboratorio di cucito e la presenza di uno spazio di distribuzione di abbigliamento usato e riadattato in modo completamente gratuito, all’insegna della cooperazione tra le persone siano esse insegnanti, tutor o utenti.
Si evince, infatti, come questo progetto sia un esempio virtuoso di riduzione degli sprechi e di ridistribuzione delle risorse, oltre a rappresentare un melting pot culturale e sociale che favorisce il senso di comunità tra le persone.
Va da sé che la Borsa di Mary Poppins trova il massimo sostegno da parte dell’Amministrazione, che con la delibera di Giunta della scorsa settimana ha erogato un contributo di seimila e cinquecento euro per il proseguimento della stimata attività per tutto il secondo semestre del 2020.
“La borsa di Mary Poppins rappresenta una vera e propria sfida – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali Giuliana Tochet – riciclo, riuso, volontariato e solidarietà sono tante volte difficili da coniugare in un’unica progettazione, nella Borsa di Mary Poppins invece diventano addirittura colonne portanti e motivo di vanto. Ecco perché, per un progetto nobile come questo, il nostro sostegno non poteva essere più concreto”.
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