Nasce nel 1928 a Barengo, dove la provincia si accomuna a Novara e dopo i libri, quelli di geometra tutto diventerà calcio. E Juve.
Proprio alla Juventus approda dal Momo, dilettanti novarese quando gli scambi si facevano “misti”, pecunia e scarpe, magliette e reti, perché ce n’era bisogno. Dall’esordio in serie A nel 1947 passando per scudetti fino ad arrivare ad essere bandiera della squadra bianconera, Marisa così venne ribattezzato da Veleno Benito Lorenzo per via dei suoi boccoli biondi, anche se questa non è l’unica teoria riguardo al nomignolo. Nazionale sotto Vittorio Pozzo non ebbe grande risalto la sua carriera in azzurro che coincise con la tragedia di Superga. Conclusa la carriera calcistica il grande salto dirigenziale arrivando a ricoprire la carica di Presidente.Carisma, esperienza e personalità e aplomb, proverbiali le sue repentine chiusure di contratto nelle stanze dirigenziali con i giocatori che non proferivano alcun verbo. Fino al 1990, quando rassegna le dimissioni e arriva l’ennesimo incarico, capo delegazione ai Mondiali del 1990 con la nazionale terza classificata. Piaccia o non piaccia anima, leggenda e bandiera della Juve. Giampiero il vero uomo della Signora ci lascia oggi, non senza rimpianti.
Instacult di Mauro Lama
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