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Boccia-gate, Sangiuliano getta la spugna

Dopo le dimissioni  il nuovo ministro della Cultura  è Alessandro Giuli

ROMA – Ha vinto Maria Rosaria Boccia. Il ministro della Cultura è stato costretto a dare le sue “dimissioni irrevocabili” alla Presidente del Consiglio. Al suo posto, come ministro, è stato nominato Alessandro Giuli, giornalista, volto noto televisivo, presidente del MAXXI. 

La love liaison

Dopo 10 giorni di accuse e polemiche sulla love liaison che ha visto coinvolti il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano e la dott. ssa Maria Elena Boccia, alla fine l’uomo politico ha gettato la spugna. Sono di ieri pomeriggio le sue “dimissioni irrevocabili” inviate al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Subito Sangiuliano è stato sostituito nel Ministero da Alessandro Giuli, intellettuale d’area ex giornalista del Foglio e presidente da due anni della fondazione MAXXI. La cerimonia del giuramento ha avuto luogo ieri sera alle 19 davanti al Presidente della Repubblica.

In questo turbillon di notizie, fatto di botta e risposta sui giornali e sui social media, dopo l’intervista rilasciata al direttore del  tg1, in prima serata, durante il telegiornale in cui Sangiuliano, un uomo molto provato dalla situazione mediatica, ha confessato di aver avuto una relazione con l’imprenditrice e influencer Maria Rosaria Boccia e il contrattacco della Boccia con un’intervista alla Stampa, le dimissioni non erano più procrastinabili.

“ Giornate dolorose e cariche di odio…Il lavoro non può essere macchiato da gossip…è in gioco la mia onorabilità e giudico importante poter agire per dimostrare la mia assoluta trasparenza e correttezza, senza coinvolgere il governo”. Così scrive il ministro nella lettera di dimissioni.

Il caso personale e politico

Il caso personale e politico doveva essere bloccato anche perché era diventato argomento di gossip anche sui giornali internazionali. Il governo non poteva pagare un prezzo così alto per una storia che ha ancora oggi dei risvolti troppo oscuri.

Le illazioni si erano fatte pesanti, con contenuti presumibilmente riservati pubblicati sui social media, si parlava di un ministro “ricattabile”. Tutto questo ha fatto muovere la Corte dei Conti per delle verifiche sull’utilizzo dei soldi pubblici. Cosa che Sangiuliano ha sempre negato mentre la Boccia ha continuato a sostenere che tutti i suoi soggiorni al seguito del ministro erano a carico del ministero.

Lo stesso Sangiuliano ha espresso l’intenzione di agire per vie legali presentando un esposto alla Procura della Repubblica contro le false notizie diffuse sul suo conto.

Siamo alla resa dei conti. La vendetta è servita?

Nel confronto televisivo in differita, avvenuto sul TG1 e sulla Sette, dove ognuno dei due protagonisti della storia ha raccontato la sua verità, sicuramente Maria Rosaria Boccia ne è uscita vincitrice. Sia per il suo atteggiamento tranquillo e sorridente, contro le lacrime del ministro, sia per non aver voluto dare risposte precise anche alle domande più scomode relative alla presunta relazione. È stata lei a padroneggiare la trasmissione e a mantenere tutte le carte nascoste, pronte ad essere usate nel caso in cui non venga condivisa dall’ex ministro Sangiuliano la sua verità e non arrivino pubblicamente le scuse nei suoi riguardi e alla sua famiglia. Gli omissis, le frasi non dette, le allusioni alle donne che giravano intorno al ministro, l’uso delle auto blu, sono altrettanti macigni che pesano dalla vicenda, per troppi aspetti ancora da chiarire.

Il Boccia-gate italiano ha mietuto così le sue vittime eccellenti. Sangiuliano è Il primo ministro del Governo Meloni che, malgrado il sostegno della premier, alla fine di uno stillicidio mediatico protrattosi per giorni, si è visto costretto a dare le dimissioni.

La vicenda

La storia è cominciata il 26 agosto, quando  la Boccia ha pubblicato una foto accanto a Sangiuliano,  ringraziandolo per la nomina a “Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi». Lo staff del ministro subito smentisce. Si cerca di circoscrivere la storia fino a quando il sito di notizie e gossip Dagospia pubblica un’email del 5 giugno 2024 che mostra la presenza della Boccia in uno degli impegni istituzionali più importanti per Sangiuliano. È vero quindi che la donna partecipa a tutti gli effetti  ad affari riservati del ministero.

La questione cresce ogni giorno sui giornali e sui social e diventa motivo di imbarazzo per Sangiuliano e il governo Meloni: al di là delle ricostruzioni e delle allusioni sulla natura del suo rapporto con Boccia, la storia tocca anche protocolli di sicurezza per affari di Stato, come il prossimo G7 di Pompei, città natale e di residenza della Boccia (che ora verrà spostato a Napoli).

Tutto il resto lo abbiamo vissuto in diretta, con i tentativi della Meloni di contenere lo scandalo e di riconfermare la fiducia al Ministro, mentre la terza donna rilanciava ad ogni ora la sua verità.

Se con le dimissioni si è chiuso il caso Sangiuliano come politico, restano aperte troppe cose su cui è necessaria fare chiarezza. A questo punto saranno gli enti preposti ai controlli dello Stato a fare le dovute verifiche sull’uso del denaro pubblico e dei mezzi della scorta e su altri punti ancora troppo oscuri della vicenda.

Ve ne daremo conto.

Crediti fotografici: instagram di Maria Rosaria Boccia, Affari italiani

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