Alcol e salute, il rapporto OMS per un piano di azione globale
In Italia
È maschio, giovane e vive al Nord. È questo l’identikit del binge drinker, il forte consumatore di alcolici e superalcolici (sei o più bicchieri in una sola occasione) che va alla ricerca dello “sballo” soprattutto nel fine settimana. Una moda preoccupante, venuta dai Paesi nordici e sempre più diffusa anche in Italia, con punte oltre il 21% negli uomini della Provincia autonoma di Trento, dove si registra anche il maggior numero di bevitori fuori pasto (15% di tutti gli intervistati).
Il 42% dei 18-34enni che fanno binge drinking (dall’inglese, “abbuffata di alcolici”) consuma bevande fuori pasto: una percentuale che scende al 16% nella fascia di età tra i 35-49 anni e al 9% tra i 50-69enni. Inoltre, il 60% dei giovani che ha fatto un uso smodato di alcol negli ultimi 30 giorni concentra nel week-end il consumo di bevande alcoliche.
Il binge drinking sembra comunque una prerogativa degli uomini: appena il 2% delle donne riferisce questa modalità di consumo. Anche se si tratta di un fenomeno prettamente giovanile, sorprendentemente non è estraneo anche a una fetta di popolazione anziana: i dati delle Asl di 19 Regioni indicano infatti che nel 2007 più del 5% delle persone tra i 65 e i 69 anni ha consumato 6 o più bicchieri in un’unica occasione.
In Italia, nel 2022 circa 8 milioni di italiani di età superiore a 11 anni (pari al 21,2% degli uomini e al 9,1% delle donne) hanno consumato alcol in modalità che espone a maggior rischio la loro salute. Tre milioni e 700 mila persone hanno bevuto per ubriacarsi (binge driking) e 770.000 sono stati i consumatori dannosi, coloro cioè che hanno consumato alcol provocando un danno alla propria salute.
Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dalle analisi dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità in occasione dell’edizione 2024 dell’Alcohol Prevention Day.
In Europa
Nella Regione europea dell’OMS l’alcol provoca quasi 1 milione di morti ogni anno. Inoltre, l’alcol è responsabile di un decesso su quattro nella fascia di età compresa tra i 20 e i 24 anni.
Nel mondo
Nel 2019 sono state 2,6 milioni le morti causate dall’alcol nel mondo e 600.000 quelle causate da droghe psicoattive. I giovani sono i più colpiti: nello stesso anno la percentuale più alta di morti alcol-attribuibili (13%) ha interessato individui di età compresa tra 20 e 39 anni. Sono alcuni dei dati presentati nel nuovo rapporto dell’OMS sullo stato globale di alcol e salute e sul trattamento dei disturbi da uso di sostanze, pubblicato a giugno 2024.
OMS: Piano d’Azione Globale sull’Alcol 2022-2030
Il consumo di alcol e sostanze ha un impatto non solo sulle persone che ne fanno uso, ma anche sulle loro famiglie e sulle comunità. Proprio per questo è necessario che la prevenzione e il trattamento dei disturbi da uso di sostanze diventi una priorità di sanità pubblica a livello mondiale.
Il Piano d’Azione Globale sull’Alcol (Global Alcohol Action Plan) 2022-2030 dell’OMS, pubblicato a giugno 2024 e approvato dagli Stati membri dell’OMS, mira a ridurre il consumo dannoso di alcol attraverso strategie efficaci e basate sull’evidenza a livello nazionale, regionale e globale.
Le aree tematiche dei progetti elaborati nel Piano sono le seguenti:
- “Gli interventi di prevenzione in ambito scolastico e l’aggancio precoce dei giovani vulnerabili”
- “Alcol e Guida. Gli accertamenti finalizzati alla revisione delle capacità fisiche e psichiche per la guida in caso di violazione dell’art. 186 del codice della strada”
- “La Formazione in alcologia”
- “Le Reti Curanti”
Crediti fotografici: Generazione Magazine
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