Apre oggi al pubblico la 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, che proseguirà fino al 23 novembre ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera. Curata da Carlo Ratti e organizzata dalla Biennale, l’edizione 2025 si intitola “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.” Un neologismo che fonde l’idea di intelligenza con la radice latina gens, ovvero popolo, per sottolineare la dimensione collettiva e inclusiva della progettazione del futuro
VENEZIA. «L’architettura – afferma Ratti – è sempre stata una risposta all’ostilità del clima e della realtà. Oggi, di fronte a una crisi climatica che supera le previsioni scientifiche, l’architettura deve fare un salto di paradigma: dalla mitigazione all’adattamento». La mostra parte proprio da questa consapevolezza e si propone come spazio dinamico e transdisciplinare, dove la progettazione si rigenera grazie all’interazione tra diverse forme di intelligenza – naturale, artificiale e collettiva – per abitare un mondo radicalmente cambiato.
Con oltre 750 partecipanti da tutto il mondo e più di 300 contributi, la Biennale 2025 si distingue per apertura e interdisciplinarietà: tra i partecipanti ci sono architetti, ingegneri, filosofi, artisti, agricoltori, stilisti, scienziati e cuochi, tutti riuniti nel tentativo di ripensare l’ambiente costruito come spazio di collaborazione tra saperi.
Il processo curatoriale e il programma GENS
Il progetto curatoriale ha preso forma attraverso la piattaforma aperta “Space for Ideas”, che ha raccolto proposte da tutto il mondo e favorito un dialogo continuo tra curatore e partecipanti. Ne è nata una mostra che supera la logica del genio solitario per abbracciare una nuova idea di autorialità collettiva e inclusiva, ispirata al modello accademico, dove tutti i contributori vengono riconosciuti.
Cuore pulsante del programma è GENS Public Programme, una serie di conferenze, workshop e attività che si svolgeranno per sei mesi tra Ca’ Giustinian, il Teatro Piccolo Arsenale e lo Speakers’ Corner alle Corderie. Tra i partner: COP30, la Baukultur Alliance di Davos, C40 e il Soft Power Club.
Il percorso espositivo
La Mostra si articola in quattro sezioni principali:
- Natural Intelligence
- Artificial Intelligence
- Collective Intelligence
- Out – che esplora lo spazio extraterrestre come luogo di supporto alla resilienza terrestre.
Ogni sezione è pensata come un organismo frattale e modulare, capace di connettere progetti su scale differenti e incoraggiare la navigazione libera del visitatore.
Venezia come Living Lab
Nel 2025, con il Padiglione Centrale in ristrutturazione, l’intera città diventa un Living Lab, trasformandosi essa stessa in parte della mostra: installazioni e prototipi saranno disseminati tra Giardini, Arsenale e altre aree urbane, offrendo soluzioni tangibili e sperimentali alle sfide climatiche globali.
Un esempio significativo è Margherissima, Progetto Speciale a Forte Marghera, dove si immagina un nuovo quartiere ecosostenibile nato sulle rovine dell’industria pesante.
Le Partecipazioni e i Premi
Partecipano 66 Paesi, tra cui 4 new entry: Azerbaijan, Oman, Qatar e Togo. Il Padiglione Italia, curato da Guendalina Salimei, propone il progetto TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’intelligenza del mare, una riflessione sul Mediterraneo come spazio fluido tra terre e culture.
La Santa Sede è presente con la mostra Opera Aperta, dedicata all’architettura come atto di cura, in occasione del decennale della Laudato si’.
Il Leone d’Oro alla Carriera è stato assegnato alla filosofa Donna Haraway, mentre un Leone d’Oro speciale alla memoria è stato conferito all’architetto Italo Rota, scomparso nel 2024.
College Architettura e Giuria Internazionale
Otto i progetti selezionati per la seconda edizione di Biennale College Architettura, che offre ai partecipanti under 30 un contributo di 20.000 euro per la realizzazione di installazioni esposte fuori concorso.
La Giuria Internazionale è presieduta da Hans Ulrich Obrist e composta da Paola Antonelli e Mpho Matsipa.
Dichiarazione del Presidente
«Costruire con intelligenza il mondo, ascoltando l’intelligenza della Terra: questo è Intelligens» – ha dichiarato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale – «Un pensiero che oltrepassa la contemporaneità per restituire all’architettura la sua funzione primaria: quella di essere casa e ambiente, etica ed ecologia.»
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