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Bibione compie 70 anni e guarda al futuro: turismo, sostenibilità e innovazione al centro del confronto

4 minuti di lettura

La località balneare celebra sette decenni di sviluppo con un convegno dedicato alle nuove sfide del turismo. Il vicepresidente del Veneto Lucas Pavanetto: «La governance è una precondizione per il turismo del futuro»

BIBIONE – Settant’anni di storia, trasformazioni e scelte che hanno contribuito a costruire uno dei modelli più riconoscibili del turismo balneare italiano. Bibione celebra il proprio anniversario con il convegno “Il modello Bibione. Da 70 anni scelte coraggiose che cambiano il turismo balneare”, promosso per mettere a confronto istituzioni, operatori, esperti e rappresentanti del mondo economico e turistico sulle prospettive del settore.

Un appuntamento che parte dalla storia della località, nata nel 1956, per interrogarsi sulle trasformazioni che stanno interessando il turismo: dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, dai nuovi comportamenti di viaggio alla necessità di una maggiore integrazione tra pubblico e privato, fino all’accessibilità, al cambiamento climatico e alla disponibilità di abitazioni per i lavoratori stagionali.

Tra gli interventi istituzionali, quello del vicepresidente della Regione del Veneto e assessore al Turismo e al Lavoro Lucas Pavanetto, che ha sottolineato come i 70 anni di Bibione rappresentino non soltanto un traguardo, ma anche l’occasione per guardare alle sfide future.

«I settant’anni di Bibione sono un’occasione importante per celebrare una grande storia del turismo veneto e italiano e per interrogarci sul futuro», ha dichiarato Pavanetto, ricordando come la competitività delle destinazioni dipenda dalla capacità di comprendere i cambiamenti e tradurli in un’offerta coerente con le nuove esigenze dei viaggiatori.

Dalla storia di Bibione alla Smart Tourism Destination

Nel suo intervento, Pavanetto ha ripercorso l’evoluzione della località e degli investimenti che negli anni hanno accompagnato la crescita dell’offerta turistica.

«Ora occorre fare in modo che le diverse componenti procedano dentro una visione comune e siano in grado di reagire insieme a cambiamenti sempre più rapidi come quello climatico, l’arrivo dell’intelligenza artificiale, i cambiamenti legati a tensioni geopolitiche e nuovi comportamenti di viaggio», ha spiegato il vicepresidente, richiamando anche temi concreti come la disponibilità di abitazioni per gli stagionali e la necessità di garantire occupazione qualificata.

Da qui l’importanza della governance della destinazione, con amministrazioni e operatori chiamati a condividere obiettivi e strategie.

«Sono fenomeni con una portata tale che possono essere affrontati solo grazie a destinazioni organizzate, nelle quali amministrazioni e operatori condividano gli obiettivi. Per questo ritengo la governance una precondizione per il turismo del futuro», ha affermato Pavanetto.

Il Veneto, ha ricordato, ha lavorato agli indirizzi operativi e alle linee guida per le Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni, con l’obiettivo di fornire un metodo e funzioni comuni, senza imporre un modello identico a tutti i territori.

Il traguardo indicato è quello della Smart Tourism Destination, capace di utilizzare dati e strumenti digitali, mettere in relazione servizi diversi e governare i processi. In questo quadro assumono un ruolo strategico il Destination Management System e l’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, strumenti pensati per raccogliere e interpretare dati utili alla programmazione.

Un confronto a più voci sul turismo di domani

La giornata ha riunito numerosi protagonisti del settore. Dopo i saluti istituzionali di Flavio Maurutto, sindaco del Comune di San Michele al Tagliamento-Bibione, sono intervenuti Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione del Veneto, Alessandro Ciriani, eurodeputato, e Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

La tavola rotonda dedicata a “Il turismo in Italia. Cosa c’è e cosa manca per essere i primi al mondo”, moderata dal giornalista Mauro Mazza, ha coinvolto, oltre a Maurutto e Pavanetto, Giuseppe Fasiol, commissario straordinario per i Giochi Paralimpici Milano-Cortina, Antonio Ferrarelli, presidente del Distretto Turistico Venezia Orientale, Gianni Carrer, presidente di Bibione Live-Consorzio di Promozione Turistica, Chiara Cacciavillani, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Padova, e Antonio Preiti, economista dell’Università di Firenze.

Un altro momento del programma è stato dedicato al rapporto tra Bibione e il turismo internazionale, con l’intervento di Wolfgang Fercher, direttore responsabile di Kleine Zeitung Kärnten und Osttirol, seguito dal confronto su “Quando pubblico e privato lavorano insieme: osservare, decidere, crescere”, moderato dal giornalista Alessandro Cannavò.

Intelligenza artificiale, accessibilità e turismo sostenibile

Il programma pomeridiano ha ampliato ulteriormente il confronto sulle trasformazioni del comparto.

Tra i temi affrontati, “Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il turista”, con l’economista Antonio Preiti, e “No smoking beach. Da Bibione al mondo intero”, con Roberto Boffi della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori.

Spazio quindi al turismo attivo e all’open air con Paolo Pinzauti, direttore di Bikeitalia.it, e Luca Grion, filosofo morale dell’Università di Udine.

Il tema dell’accessibilità è stato affrontato nell’incontro “Senza rinunce. La vacanza è un diritto di tutti”, con Giuseppe Fasiol, commissario straordinario per i Giochi Paralimpici Milano-Cortina, e Roberto Vitali, CEO e co-founder di Village for All.

Non sono mancati gli approfondimenti legati al territorio e alla capacità di innovare. Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, ha portato i propri saluti istituzionali, mentre Vanni Basso, presidente di Bibione Thermae, ha affrontato il tema della scoperta dell’acqua termale come elemento distintivo dell’offerta.

Il rapporto tra turismo e natura è stato invece al centro dell’intervento di Andreas Kipar, architetto, e Giosuè Cuccurullo, naturalista, sul tema “Da spazio disponibile a spazio fruibile. Le regole del turismo e la detta la natura”.

A tracciare un bilancio dei settant’anni di Bibione è anche Carrer, che guarda alla celebrazione come a un momento di sintesi di un percorso lungo e tutt’altro che scontato.

«È stata una festa bellissima, con molti interventi di grande competenza” – sottolinea Carrer – “Bibione è una località turistica giovane che in settant’anni è passata da zero a quasi sei milioni di presenze. Una località turistica si progetta e il risultato è stato ottimo, ma una comunità si costruisce. Dopo settant’anni possiamo dire con grande soddisfazione di avere entrambe: una grande località turistica e una comunità».

Un percorso che, secondo Carrer, deve ora proseguire mantenendo ben chiari i propri riferimenti. «Lo sviluppo di Bibione deve continuare avendo come punti di riferimento assoluti la sostenibilità ambientale e l’accessibilità», conclude.

Il nuotatore campione paralimpico Antonio Fantin ha portato una testimonianza sul futuro della località e sull’importanza di rendere il turismo sempre più accessibile.

Sostenibilità, senza rinunciare al turismo

Proprio la sostenibilità rappresenta, nelle parole di Pavanetto, una delle principali sfide dei prossimi anni. Non si tratta di fermare i flussi turistici, ma di governarli, distribuendoli nello spazio e nel tempo e cercando un equilibrio tra le esigenze di visitatori, imprese, lavoratori, residenti e ambiente.

«Sostenibilità non significa bloccare il turismo ma governarne gli effetti e distribuire i flussi nello spazio e nel tempo», ha concluso il vicepresidente del Veneto. Per farlo, ha sottolineato, servono dati affidabili e luoghi nei quali quei dati possano essere letti, discussi e trasformati in decisioni condivise.

È questa, dunque, la sfida che Bibione consegna ai suoi prossimi decenni: partire da un modello turistico costruito in 70 anni per continuare a innovare, mettendo insieme territorio, imprese, istituzioni, tecnologia e qualità dell’accoglienza.

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