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Bentornati a casa, all’orizzonte c’è un arcobaleno pazzesco: parola di Home Festival

3 minuti di lettura

Partiti dalle 27mila presenze nel 2010 e raggiunte le 90mila nel 2018, chissà cosa ci riserverà in futuro questo straordinario Home Festival, nato quasi per caso nove anni fa in un bar di Treviso.
 
Tanti dubbi, tanti sacrifici e tanta sofferenza hanno accompagnato nell’ultimo anno Amedeo Lombardi, founder di Home Festival, che porta ancora aperta la ferita inferta dal nubifragio abbattutosi sulla Casa lo scorso settembre, a cui si era aggiunta anche una recente offerta di lavoro a Milano, in una delle più grosse agenzie mondiali che organizzano concerti.
 
“Per me l’idea era di arrivare qua oggi e dire pubblicamente: Ragazzi, è stato bello, però purtroppo noi dobbiamo guardare avanti”. Queste le amare parole che hanno echeggiato nella sala conferenze di Ca’ Sugana questa mattina, alla presenza del sindaco di Treviso Mario Conte, del vice sindaco Andrea De Checchi, Lavinia Colonna Pretiassessore ai Beni culturali e Turismo, Giampaolo Rossi, direttore generale MOM, Giuliana Dal Pozzo, vice Commissario di Polizia di Treviso, e Tiziano Baggio, direttore regionale Veneto FS.
 
Ma poi quel beneventano oramai così affezionato alla città di Treviso ha messo da parte il rammarico per lasciare spazio all’entusiasmo, raccontando le novità che caratterizzano questa nona edizione di Home Festival, che si preannuncia essere un evento epico sotto ogni punto di vista.
 
A partire dal “Glamping”, il concetto di camping tra green e glamour, che avrà modo di provare chi ha deciso di trattenersi nell’area festivaliera anche nella notte. L’area campeggio è stata infatti pensata per usufruire di tutte le comodità proprie di un hotel. Le tende saranno dotate di illuminazione interna, tappeti, cuscini e materassi, alimentazione elettrica e box portaoggetti.
 
Home ha pensato poi di stringere una partnership con Mom e Trenitalia, per garantire un sicuro ritorno a casa a tutti gli altri. Una navetta shuttle gratuita di Mom partirà ogni 30 minuti dall’area del festival per arrivare alla stazione FS, dove i visitatori potranno rientrare a casa grazie alle corse straordinarie di Trenitalia.
 
Infine, per chi arriverà in auto Home ha previsto ben cinque aree parcheggio, costate ore e ore di perlustrazione del territorio da parte degli agenti di polizia di Treviso, come racconta Amedeo stesso.
 
Una novità invece molto più umana che strategica è la collaborazione con l’associazione Dilis Onlus di Roma, che tradurrà i testi delle canzoni con il linguaggio dei segni.
 
Nonostante la forte delusione piovuta dal cielo lo scorso anno, i numerosi incoraggiamenti dei collaboratori, dei fornitori, dei cittadini, della questura, dei dirigenti comunali, di chi insomma crede in questo festival di respiro europeo, hanno convinto Amedeo a lottare da vero guerriero e a rimettersi in gioco per portare in auge questa nona edizione.
 
E che “Amedeo Lombardi è un genio” lo sostiene anche il sindaco Mario Conte, che scherza: “Pensare che una città come Treviso, seppur piccola rispetto magari a realtà come Venezia e Milano, potesse lasciarsi scippare il fuoriclasse, è come il Real Madrid che perde Cristiano Ronaldo. Noi non avevamo alcuna intenzione di perdere una persona che, di fatto, tra cinquant’anni farà parte della storia di Treviso”.
 
E di restare a Treviso, in effetti, Amedeo si è convinto, tant’è che ci ha fatto trasferire tutta la famiglia. Poi risponde: “In nove anni la carezza più importante l’abbiamo ricevuta ieri. Ieri è venuta l’amministrazione per la prima volta a vedere il cantiere dell’Home Festival. Nel momento in cui noi abbiamo un’amministrazione che viene là e riconosce il nostro lavoro, abbiamo già vinto. Quindi la decisione è stata: l’Home deve rimanere a Treviso. L’Home è la manifestazione di Treviso”.
 
A confermarlo sono anche le moltissime persone che hanno scelto di sposare il progetto e con cui negli anni si è venuta a creare una sinergia inaudita. Le stesse persone che – tra poco più di una settimana – potremo ringraziare per la straordinaria riuscita della kermesse. Perché come dice Amedeo: “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Bentornati a casa, all’orizzonte c’è un arcobaleno pazzesco”.
 

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