Basket Mestre – Pallacanestro Livorno 2300 spettatori. Questo pezzo potrebbe finire qui. Ma non sarebbe carino nei confronti di chi mi permette di scrivere queste righe. “Ma tu vai a vedere la partita?”. “Stavo per farti la stessa domanda…”
MESTRE – E così alle 19 di ieri, domenica 14 maggio, io e Cristina Colombera ci siamo trovati per andare al Taliercio 34 anni dopo per vedere una partita del Basket Mestre. In scooter, come quando avevamo ancora 17 anni e giravamo con la Primavera 125.
E insomma, superate le difficoltà per salire in due sullo scooter moderno, io e la direttorissima arriviamo al Taliercio.
Intorno al palazzetto c’è una gran confusione. Inaspettata, in fondo. Poi entriamo e a parte un paio di spicchi vuoti, l’impianto è pieno di gente. Di ogni età. Con prevalenza di attempati. Come me.
Vedo subito Gianca, aka Mr. Shark. Poi becco Antonello, da solo in una zona con pochissimi tifosi. “Cossa ti fa de qua?” “Massa casin da staltra parte…“. Sì, siamo decisamente invecchiati!
Poi Andrea, col quale per Videomusic, quasi trent’anni fa, andammo sulle tracce di un orso nei boschi innevati del Cadore. E Alessia, ovviamente. Che riprende tutto quello che si muove. E tante altre facce conosciute. Qualche decina di chili in più, capelli imbiancati. Chi li ha ancora. Ma uniti dalla passione per il Basket Mestre.

In campo non c’è Villalta, non ci sono Darnell e Campanaro; non ci sono Jura e Brown, o Lingenfelter e Lawrence. Per tacere di Teso, Pilutti e Coldebella. Non c’è Andrea Forti. E nemmeno Federico Casarin. Ma non importa chi non c’è. Quei nomi resteranno scolpiti nella memoria di chi li ha visti giocare. Ora conta solo chi va in campo.
Perché c’è da tornare in A2 dopo lustri di oblio. C’è da riconquistare stabilmente l’utilizzo del Taliercio.
Nel frattempo, altre facce conosciute. Il senatore Speranzon, col quale ci salutiamo cordialmente anche se divisi dalle idee sul mondo che vorremmo. Ci sono anche due sedie riservate al sindaco nella prima fila del parterre. Le sue sedie di quando gioca la sua squadra. Ma il sindaco, che è un amico, non si vede. Lo aspettiamo in gara due.
Conosciute sono anche le facce dei funzionari della Digos con i quali abbiamo visto tante partite di calcio e di basket, ma anche tante manifestazioni sindacali in anni passati. Verso la fine arriva il questore.
Poi passa Piero Bucchi, che è qui con la sua Dinamo Sassari per affrontare nei playoff della A1 la Reyer. Del Taliercio non ha un bel ricordo. Ci perse una gara 5 di una finale playoff quando allenava Rimini, nel 96. Quella gara la vinceva di 19 all’intervallo. Ma io gli ricordo gli anni in cui allenava la Benetton vincendo una coppa Italia e una supercoppa italiana. Troppo poco per le ambizioni dei Benetton. Bucchi si ricorda di questo cronista anche se sono passati più di 20 anni.
Ah, sì, c’era anche una partita. Mestre è sempre stata avanti. Ha rintuzzato la rimonta dei livornesi negli ultimi minuti. E ha ottenuto la seconda vittoria della serata.
La prima sono stati i 2300 presenti E ora ne vogliamo vedere almeno altrettanti in gara 2. Io e la direttorissima ci saremo.
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