Diramata una nota da parte del curatore d’arte dott. Stefano Antonelli che smentisce Pietro Folena legale rappresentante di MetaMorfosi mentre quest’ultima sporge denuncia contro Stefano Antonelli
Mestre – Volano gli stracci, anzi no, volano, si fa per dire, i preziosi muri dipinti dal misterioso Banksy, lo street painting di cui è in corso una mostra all’M9 Museo del 900. https://ilnuovoterraglio.it/i-muri-di-banksy/

Le accuse
“Mi corre l’obbligo di segnalare che contrariamente a quanto affermato pubblicamente dal Sig. Folena in questi giorni attraverso diversi media, le tre opere che ho indicato come false opere di Banksy presso le autorità competenti, non
provengono in alcun modo dall’evento denominato “Dismaland”, non sono in alcun modo legate a tale evento, e non sono mai state vendute, distribuite, o solo presenti in tale evento opere come le tre esposte dai due curatori presso le mostre di Mestre e Cervia, oggetto della mia segnalazione. Non esistono certificati “Dismaland”, non esistono opere di Banksy con timbri “Dismaland” scrive nel comunicato il dott. Stefano Antonelli. Il curatore d’arte romano prende le distanze dalle affermazioni uscite in alcuni giornali, in questi giorni.
“La società Metamorfosi sostiene che io dica falsità – continua Antonelli – Ne sarei felice, poiché se io dico
il falso, allora quelle opere sono vere, e quindi abbiamo scoperto tre nuovi Banksy da milioni di Euro. Purtroppo però si tratta di falsi clamorosi e difatti, fino ad ora non hanno fornito alla stampa le certificazioni in grado di smentirmi.
La società Metamorfosi sostiene che io sia aduso a questi comportamenti, lo confermo! Ogni volta che trovo un falso lo segnalo alle autorità competenti”.
Nuove accuse
La nota continua con nuove accuse. “Segnalo invece che la società Metamorfosi è adusa a condotte riprovevoli, come la mostra di falsi Basquiat che mi chiesero di curare per loro nell’aprile 2022, due mesi dopo l’FBI sequestrò le opere e il museo licenziò colui che mi fu presentato come loro amico, il direttore del museo, Aaron DeGroft”.
“Come sa benissimo il sig. Folena che si è occupato di organizzare le mie mostre su Banksy dal 2018 al 2022, sono uno studioso, catalogo le opere degli artisti che mi interessano e ne studio i percorsi. Se in un catalogo di un museo pubblico, uno
studioso trova catalogate come vere delle opere false, egli lo segnala ai Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che ha propriamente lo scopo di tutelare il lavoro dei tanti professionisti, studiosi e il pubblico stesso, da condotte come quelle
messe in atto dalla società di Folena, non si tratta di un fatto privato, ma di un fatto culturale”.
La querela
MetaMorfosi, nella persona del suo rappresentante legale Pietro Folena, ha dato mandato ai legali di procedere con una querela nei confronti del sig. Stefano Antonelli.
“L’esposto che riporta notizie false, le dichiarazioni rese in questi giorni ai mezzi di comunicazione e le azioni messe in atto da Antonelli, non nuovo a comportamenti di questo tipo, configurano una gravissima lesione della credibilità del nostro gruppo. La decisione di ritirare preventivamente dall’esposizione le opere contestate, pur in assenza di qualsiasi procedimento giudiziario, per metterle a disposizione delle autorità competenti al fine di compiere le verifiche necessarie, è una manifestazione di senso di responsabilità e di rispetto per l’opinione pubblica. L’iniziativa di Antonelli, non pago
dello strascico di cause e sequestri che la sua società A&M Antonelli e Marziani S.r.l. ha recentemente subito per una mostra a Lecce, ha trasmesso informazioni false e distorte” scrive MetaMorfosi Eventi.
E in una nuova nota di ieri: “A seguito della nota stampa del dott. Antonelli, MetaForfosi Eventi specifica che: «Il comunicato del sig. S. Antonelli contiene nuove pesantissime falsità volte a denigrare Metamorfosi e il suo presidente. Nulla di quanto è scritto corrisponde al vero, come ampiamente proveremo in ogni sede. Antonelli risponderà alla Magistratura anche di queste ulteriori menzogne».
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