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Avvocato condannato a risarcire 50mila euro si professa nullatenente

3 minuti di lettura

Dopo 5 anni, un 74enne del Lido di Venezia travolto e ferito in pista, si è visto riconoscere le sue ragioni dal Tribunale, ma la battaglia non è finita

 

Gli sono voluti 5 anni perché il giudice riconoscesse le sue ragioni e condannasse il suo investitore a rifondergli tutti i danni fisici e morali causati da quella brutta caduta sulla neve. Tuttavia per un oggi 74enne sciatore veneziano del Lido la sentenza del Tribunale di Trento rischia di non bastare ancora. Il modenese 49enne che lo ha travolto, in Trentino, e a cui è stata attribuita l’esclusiva responsabilità dell’incidente sulla pista, infatti, pur esercitando una professione tradizionalmente remunerativa – l’avvocato – asserisce di non avere un centesimo e di non poter pagare i circa 50mila euro posti a suo carico.

 

I fatti

È il 2 gennaio 2015. L’infortunio è successo alle 11, nel comprensorio Ski Area Trevalli Moena Lusia Bellamonte. Il danneggiato stava tranquillamente sciando sul lato destro della pista Zirmes, con la moglie, il cognato e la consorte di quest’ultimo, quand’è stato centrato da S. M., 49 anni, residente a Modena, iscritto dal 2003 al locale Ordine degli Avvocati e con studio legale in città. Costui, provenendo da monte a velocità sostenuta, e in diagonale, ha intercettato la sua traiettoria. Il malcapitato, in seguito all’impatto, è rovinato sulla neve. In preda a forti dolori al braccio, è stato immobilizzato dai soccorritori, trasportato a valle e condotto in ambulanza all’ospedale di Cavalese, dove gli hanno riscontrato una brutta lussazione della spalla destra. Per settimane è stato costretto a portare il tutore, a sottoporsi a terapie e visite specialistiche. Insomma, non pochi disagi oltre alla sofferenza fisica e ai postumi invalidanti. All’incidente avevano assistito numerose persone, non solo i familiari del lidense, che hanno confermato la dinamica dei fatti. Il tutto verbalizzato dagli agenti della Questura di Trento in servizio di sicurezza sulla pista, che sono intervenuti in loco e, a conclusione del loro rapporto, hanno scritto: “si evince la piena responsabilità di S. M.”.

 

Richiesta di risarcimento danni

Il danneggiato, per essere risarcito, tramite la responsabile dei consulenti per i sinistri gravi Daniela Vivian, si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito chiesto i danni all’investitore. Questi, oltre a non essere coperto da alcuna polizza per la responsabilità civile verso terzi – dovrà pagare di tasca sua -, ha continuato a denegare ogni responsabilità, scaricandola su un ragazzino che gli avrebbe a sua volta tagliato la strada facendogli perdere il controllo degli sci, e adducendo persino un concorso di colpa dell’incolpevole turista investito.

 

La sentenza del Tribunale civile di Trento

Inevitabile la citazione in causa contro il legale avanti il Tribunale civile di Trento, con ciò che ne consegue, specie in termini di tempi. Finalmente, nei giorni scorsi, il giudice Massimo Morandini ha pubblicato la sentenza, che dà ragione piena allo sciatore veneziano e alla decisione di Studio3A di andare fino in fondo. Il magistrato, sulla base della relazione d’intervento della Polizia, delle testimonianze rese, delle conclusioni della perizia medico legale, per la quale ha incaricato il dott. Domenico Amato, primario in Ortopedia e Traumatologia agli Istituti Ospedalieri Bresciani, e delle stesse “dichiarazioni confessorie dell’investitore”, ha concluso come segue: “appare evidente l’esclusiva responsabilità di quest’ultimo nella causazione del sinistro, avendo investito la controparte provocandone la caduta al suolo con conseguente lesione della spalla destra”.

 

Nello specifico, prosegue la sentenza, egli “è incorso nella violazione dell’art. 9 della legge n. 363/2003, (Velocità)”, che prescrive che “gli sciatori devono tenere una condotta che, in relazione alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l’incolumità altrui; la velocità deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati od ostacoli, negli incroci, nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia, scarsa visibilità, affollamento, nelle strettoie e in presenza di principianti”. Ancora, “dell’art. 10 della stessa legge (Precedenza)”, in forza del quale “lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle”; infine, “dell’art. 11 (Sorpasso)”, che recita: “lo sciatore che intende sorpassare un altro deve assicurarsi di disporre di uno spazio sufficiente allo scopo e di avere sufficiente visibilità”.

 

La condanna a risarcire 50mila euro

Di qui la condanna dell’avvocato di Modena all’integrale risarcimento al lidense, quantificato come danno fisico e morale in oltre 25mila euro – gli è stata riconosciuta un’invalidità permanente del 9%, più svariati giorni di invalidità temporanea -, e come danno patrimoniale in oltre 6mila euro, in primis per le spese mediche, cui va aggiunta la refusione delle spese di giudizio, per altri 14mila euro: considerato che andranno calcolati gli interessi maturati in un lustro, si arriva a una cifra sui 50mila euro, che Studio3A ha subito richiesto per chiudere un contenzioso strascinatosi fin troppo. Ma il legale, non “pago”, continua a non voler liquidare il dovuto asserendo di non possedere un euro: bisognerà attivare anche una procedura coattiva.

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