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Aumento del bisogno di psicologia in Italia

ROMA. Il bisogno di supporto psicologico è cresciuto significativamente in Italia negli ultimi quattro anni. È quanto emerge da una recente ricerca condotta da GPF Inspiring Research per conto di ENPAP, l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi.

Lo studio rivela che nel 2024 il 39% dei cittadini si è rivolto a uno psicologo, con un aumento di ben 10 punti percentuali rispetto al 2020, quando la percentuale si attestava al 29%. La pandemia ha giocato un ruolo significativo in questa crescita, come confermato dal fatto che il 39,2% degli intervistati ha dichiarato di aver intrapreso un percorso psicologico, sia online che in presenza, proprio durante l’emergenza sanitaria.

La ricerca evidenzia un dato positivo: lo stigma associato alla figura dello psicologo si sta attenuando. Le persone riconoscono sempre di più l’importanza di rivolgersi a questi professionisti per affrontare momenti difficili, gestire lo stress e migliorare il proprio benessere emotivo.

Tuttavia, l’aumento del bisogno di supporto psicologico si scontra con una criticità importante: l’aspetto economico. Il 20% degli intervistati che non ha mai consultato uno psicologo ha dichiarato di non poterselo permettere. Questo dato sottolinea la necessità di rendere i servizi di psicologia più accessibili, soprattutto alla luce del fatto che il Servizio Sanitario Nazionale offre ancora una copertura limitata in questo ambito.

Il Progetto “Vivere Meglio”, promosso da ENPAP e rivolto ai cittadini delle zone colpite dall’alluvione in Emilia-Romagna, Marche e Toscana, rappresenta un esempio virtuoso di come sia possibile intervenire per rispondere al crescente bisogno di supporto psicologico. Il progetto, che ha coinvolto anche i Medici di Medicina Generale, ha evidenziato l’importanza di un approccio integrato alla salute, in cui la figura dello psicologo di comunità gioca un ruolo centrale.

«Per creare davvero benessere sociale, e dunque benessere psicologico per tutta la comunità, è bene che tutti gli attori che si occupano del sistema bio-psico-sociale siano presenti», afferma Antonio Pio D’Ingianna, coordinatore nazionale della FIMMG per il progetto Vivere Meglio. «La seconda edizione di ‘Vivere Meglio’ ha visto la collaborazione tra medici di medicina generale e psicologi, che hanno condiviso ognuno per la loro parte la cura alla persona, e ha rimesso al centro ciò che doveva essere già chiaro da tempo: la figura dello psicologo di comunità è necessaria. Lo è non solo per occuparsi dei disturbi emotivi comuni, come ansia e depressione, ma anche per chi soffre di malattie croniche, lo è nelle scuole, lo è per la gestione del burnout da lavoro.»

D’Ingianna sottolinea inoltre l’urgenza di un intervento strutturale da parte delle istituzioni: «Bisogna che le Istituzioni se ne occupino, quanto prima, in modo strutturato. Gli interventi spot non bastano, serve un intervento continuativo e duraturo».

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, evidenzia l’importanza strategica degli psicologi nel SSN: «In un contesto in cui la salute mentale è sempre più riconosciuta come parte integrante del benessere globale, il ruolo degli psicologi nel SSN diventa strategico non solo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche per contenere l’impatto economico e sociale delle fragilità psicologiche.»

La ricerca ENPAP non si limita a fotografare la situazione attuale, ma guarda anche al futuro. L’88,4% degli intervistati ritiene che la figura dello psicologo avrà un ruolo sempre più rilevante nella società nei prossimi 10-20 anni.

«Il panorama della professione di psicologo sta attraversando una trasformazione senza precedenti, spinta dall’evoluzione dei bisogni della società e dalle nuove sfide emerse negli ultimi anni», afferma Stefania Vecchia, psicologa e psicoterapeuta, e membro del Consiglio di Amministrazione ENPAP. «La ricerca ENPAP 2024 conferma i trend già emersi nelle nostre ricerche precedenti, sottolineando una crescita costante del bisogno di psicologia nella società italiana e un’evoluzione significativa del nostro ruolo professionale. Non siamo più solo ‘curatori del malessere’, ma sempre più promotori di benessere e risorse strategiche per affrontare le complessità del vivere moderno.»

La sfida per il futuro è quella di rendere la psicologia sempre più accessibile e integrata nella vita quotidiana delle persone, investendo in formazione continua, competenze digitali e comunicazione efficace.

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