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Attività fisica per star bene e curare

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L’esercizio fisico è più di uno svago. È un una componente essenziale della nostra vita e decisiva per la mantenerci in salute e per gestire al meglio la malattia. È questo il messaggio che arriva dalla tre giorni di lavori del X Congresso della European Initiative for Exercise in Medicine (EIEIM) che si è concluso ieri a Padova e che ha visto la partecipazione di oltre 200 partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’evento è stato organizzato da Exercise is Medicine – EIM® Italy, sotto l’egida del Dipartimento di Medicina, in collaborazione con Motore Sanità.

1. ATTIVITÀ FISICA PER TUTTI. I benefici dell’attività fisica sono ormai conclamati: bastano 150 minuti a settimana per cominciare a goderne. “È dimostrato che questa quantità riduce in in modo importante la mortalità, il rischio di malattie croniche e tumori. Nel caso in cui si sviluppa una neoplasia, poi, riduce il rischio di recidive aumentando le probabilità di guarigione”, ha affermato Andrea Ermolao dell’Università di Padova, organizzatore del congresso e responsabile putativo di Exercise is Medicine Italy, nonché direttore dell’UOC di Medicina dello Sport e dell’Esercizio. “Oggi le evidenze scientifiche sono fortissime, sappiamo che l’esercizio può essere una vera e propria medicina. E non è mai troppo tardi, anche per chi ha una patologia o non è attivo, per iniziare a fare attività fisica”, ha aggiunto.

2. USCIRE DALLA PANDEMIA. Da questo punto di vista, Covid ha avuto effetti pesanti. “Durante la pandemia la possibilità di fare sport è stata ridotta notevolmente a livello statale, con la chiusura di scuole, impianti sportivi, a causa della pandemia Covid. È stato un trend omogeneo in tutto il mondo anche se ci sono state delle differenze da regione a regione, e questo ha avuto un impatto negativo notevole sulla salute a livello globale”, ha detto la la Vicepresidente di EIM, Robyn Stuhr.

3. RISPARMI PER IL SSN. Dopo la fase più acuta della pandemia, si è assistito a una ripresa dell’attività fisica, ma manca ancora la piena consapevolezza dei suoi benefici nella popolazione e la piena volontà di applicare strategie di promozione del moto. Eppure “non essere sedentari significa ridurre la morbidità e la mortalità, quando ciò avviene si genera un risparmio importante per il servizio sanitario nazionale”, ha sottolineato Roberto Vettor, direttore Dipartimento Medicina Università di Padova.

4. MECCANISMI PROFONDI. Il congresso è stato l’occasione per fare il punto sui meccanismi biologici attraverso cui l’attività fisica esercita i suoi effetti benefici: per esempio, la sua capacità di preservare l’autofagia, un meccanismo chiave all’interno delle cellule, e la buona salute dei mitocondri, la centrale energetica delle cellule. Così come la sua capacità di contrasto della sarcopenia, la perdita progressiva di massa muscolare e cellule nervose che consentono l’attività dei muscoli che è tipica della Terza Età.

5. ESERCIZIO PER I PAZIENTI. Tra gli argomenti protagonisti degli incontro, le strategie che oggi rendono sempre più realistica e sicura l’implementazione di interventi basati sull’attività fisica nelle persone affette da patologie croniche. L’esempio più calzante è quello del diabete, una delle patologie che più può beneficiare dal moto e in cui oggi l’attività fisica può essere resa più sicura dall’uso dei sensori di monitoraggio continuo della glicemia.

A rendere sempre più efficaci gli interventi nelle persone affette dalle più diverse patologie anche l’innovazione nella strumentazione per gli allenamenti. Alcuni attrezzature rendono possibile un elevato livello di modulazione dell’esercizio fisico, inducendo per esempio diversi tipi di contrazione muscolare. Inoltre raccolgono i dati e li inviano al personale sanitario di riferimento che può, in questo modo pianificare un piano di allenamento, prescriverlo e mandarlo alla macchina.

7. A CIASCUNO IL SUO. Un aspetto fondamentale è poi quello della diagnostica: è fondamentale che l’attività fisica non sia appannaggio esclusivo soltanto alle persone sane ma anche a chi è affetto da una o più patologie. Tuttavia perché ciò sia possibile è necessario conoscere bene le condizioni di ciascuna persona e prescrivere il tipo di attività fisica a essa più adatta affinché si traggano i massimi benefici e si riducano al minimo i rischi. In questo campo nel corso del congresso si è approfondito il ruolo di diverse tipologie di esami, dall’’ecocardiografia al test cardiopolmonare.

La European Initiative for Exercise in Medicine (EIEIM) è partner di Exercise is Medicine (EIM), l’iniziativa sanitaria globale gestita dall’American College of Sports Medicine (ACSM) che si prefigge di rendere la valutazione e la promozione dell’attività fisica uno standard nell’assistenza sanitaria.

“Exercise is Medicine” si impegna a promuovere l’attività fisica per il mantenimento di una salute ottimale, considerandolo parte integrante nella prevenzione e nel trattamento di molte condizioni mediche. L’evento, che si inserisce nelle celebrazioni per l’anniversario degli 800 anni dalla fondazione dell’Università di Padova, è principalmente (ma non esclusivamente) rivolta a medici professionisti dell’ambito sanitario e a chinesiologi.

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