Un attacco informatico ha colpito il gruppo Policlinico Triestino, causando disagi al Policlinico San Marco di Mestre e, in misura più grave, a numerose strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia. Sull’episodio indaga la polizia postale di Trieste, con il coordinamento della locale procura
MESTRE (VE). Al San Marco i problemi hanno riguardato solo alcuni sistemi gestionali interni, come quello legato alla contabilità. «Tutti i servizi offerti agli utenti funzionano regolarmente», ha spiegato Francesco Camisa, direttore operativo della struttura mestrina. «Ci sono alcune funzioni interne bloccate e sono quelle gestite dalla capogruppo, ancora fuori uso, ma tutte le attività sanitarie sono a pieno regime».
Il Policlinico ha inoltre confermato che i dati dei pazienti sono al sicuro e non risultano compromessi. Il San Marco è stato relativamente risparmiato perché gode di una certa autonomia informatica rispetto alla sede centrale di Trieste: ad andare in tilt sono stati soprattutto i programmi gestionali condivisi con il gruppo.
La struttura è entrata a far parte del Policlinico Triestino tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, quando il gruppo friulano ha acquisito progressivamente la maggioranza del capitale sociale, partendo da una quota iniziale di poco superiore al 3%.
I disagi ben più gravi in Friuli Venezia Giulia
L’attacco ha avuto conseguenze molto più pesanti nelle strutture del gruppo in Friuli Venezia Giulia, dove è stato necessario sospendere le attività sanitarie in convenzione con il Servizio sanitario regionale, con limitazioni anche su analisi, diagnostica, ricoveri, visite e interventi in regime privato.
Le sedi coinvolte comprendono la Casa di cura Salus e la Pineta del Carso a Trieste, Pineta City, gli Studi Biomedici di via Gallina, Roiano, Opicina e Muggia, gli Studi Biomedici dell’Isontino (Gorizia, Staranzano, Monfalcone, Ronchi dei Legionari) e i poliambulatori FriulMedica di Codroipo e San Vito al Tagliamento, oltre alla Carnia Salus. Nelle strutture del territorio triestino, isontino e friulano l’attività radiologica resta bloccata.
Nessuna trattativa con gli hacker
Il gruppo ha fatto sapere di non avere intenzione di pagare gli hacker, che avrebbero minacciato di diffondere i dati sottratti in caso di mancato pagamento del riscatto. Non è il primo caso del genere nel settore sanitario del Nordest: due anni fa un attacco simile aveva colpito il gruppo Synlab, rivendicato da hacker russi.
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