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Ater: dal marzo in vigore nuovi canoni di locazione

Dichiarazione del presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon.

“C’è soddisfazione per questo risultato concordato con la Regione e tutte le Ater del Veneto. Come annunciato, i nuovi canoni sono stati calcolati con tutele per gli anziani e i disabili, e hanno effetto retroattivo da luglio 2019.  E’ importante, soprattutto in questo momento, l’attività informativa nei confronti degli inquilini, che stiamo cercando di portare avanti a distanza. Abbiamo dovuto sospendere momentaneamente gli incontri con gli inquilini sul territorio, per tutelare la salute pubblica e in ottemperanza alle misure di contenimento dell’epidemia, ma abbiamo potenziato le linee telefoniche e continuo ad incontrare gli inquilini, solo che gli appuntamenti ora si svolgono con FaceTime.  Anche stamani ho partecipato alla trasmissione “Sveglia Veneti” su Reteveneta per parlare proprio delle novità sui canoni di locazione, a seguito dei correttivi apportati alla Legge regionale sugli alloggi pubblici (n.39 del 2017). 
Il tema è quanto mai attuale e interessa tutti i residenti degli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica)”.
Cordiali saluti.
Qui di seguito il comunicato

 

ATER: DAL 1° MARZO IN VIGORE I NUOVI CANONI DI LOCAZIONE,

PIÙ FAVOREVOLI PER FASCE DEBOLI ANZIANI E DISABILI

 

Dal 1° marzo sono in vigore i nuovi canoni di locazione degli alloggi di edilizia pubblica residenziale in Veneto. I direttori delle Ater del Veneto ed i Comuni interessati stanno inviando in questi giorni le lettere di comunicazione e relativi bollettini precompilati agli oltre 40 mila inquilini assegnatari di un alloggio pubblico di proprietà di Ater, Comuni o municipalizzate.

 

I nuovi canoni, ricalcolati  grazie all’utilizzo della piattaforma regionale che raccoglie tutte le informazioni dei nuclei assegnatari e degli immobili destinati ad edilizia residenziale pubblica, hanno valore retroattivo, a partire dal 1° luglio scorso.

Nella quasi totalità dei casi i nuovi conteggi determinano riduzioni del canone dovuto: le Aziende territoriali delle sette province venete provvederanno a restituire agli assegnatari quanto percepito in più dal 1° luglio scorso, data di applicazione delle novità introdotte con la legge regionale 39/2017.

Gli importi dovuti saranno ripartiti in più mensilità e dovranno essere corrisposti nel più breve periodo possibile, comunque in ogni caso entro il 31 dicembre di quest’anno.

 

I conguagli comportano complessi ricalcoli che vanno adeguati da caso a caso in quanto nel frattempo ci possono essere state modifiche dei dati reddituali, della composizione del nucleo familiare o altri fattori che sono intervenuti a modificare le condizioni oggettive in cui si trovano gli assegnatari di alloggi.

 

Queste le principali novità per gli inquilini Ater:

 

  1. il limite di reddito Isee per poter mantenere il diritto all’alloggio pubblico sale da 20 mila a 35 mila euro per gli assegnatari ‘storici’, cioè per gli inquilini entrati in base alla ‘vecchia’ legge 10/1996;
  2. la permanenza è garantita, indipendentemente dal reddito, se nel nucleo familiare è presente un anziano over 65 o una persona disabile;
  3. per gli inquilini che hanno ottenuto un alloggio pubblico in base alla ‘nuova’ legge 39/2017 la soglia di reddito annuo per mantenere il diritto all’alloggio sale da 20 a 26 mila euro;
  4. d) l’importo del canone deve essere sterilizzato dall’eventuale applicazione dell’Iva (che è quindi a eventuale carico delle aziende e non degli assegnatari degli alloggi).

 

Inoltre, sono state introdotte alcune modifiche nel calcolo della situazione economica dell’inquilino e quindi del valore del canone:

 

 

Si ricorda che la legge 39/2017 ha riformato i criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: i contratti di locazione ora sono temporanei e soggetti a rinnovo  e i canoni sono parametrati non solo alla qualità e alla superficie dell’alloggio, ma anche alla situazione economica e patrimoniale degli inquilini.

Le modifiche legislative e regolamentari approvate da Giunta e Consiglio a fine dicembre, hanno reso più graduale l’applicazione della riforma dell’edilizia residenziale pubblica tutelando gli assegnatari più vulnerabili, cioè i nuclei a basso reddito, gli anziani, le persone disabili. Infatti, per circa l’85% degli assegnatari l’applicazione dei nuovi canoni comporta una riduzione, a volte anche molto consistente del canone mensile, mentre per il restante 15 % l’aumento del canone è determinato in misura preponderante alle mutate e migliorate condizioni economiche del nucleo assegnatario e quindi alla presentazione di valori di ISEE più elevati.

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