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Aspirazioni e opportunità, il giusto mix nella ricerca del futuro dei nostri giovani

3 minuti di lettura

Gli spunti dal convegno al Riccati-Luzzatti di Treviso su “Nuove competenze per nuovi lavori: i giovani di oggi e il lavoro di domani”

 

“Seguire i propri sogni e le proprie aspirazioni, nella creazione professionale del proprio futuro, accettando anche tappe intermedie, non smettere mai di studiare per migliorare sempre skills e competenze, analizzare soprattutto i propri limiti e non cullarsi sulle proprie eccellenze. Conoscere bene l’inglese e l’excell”.

 

Sono questi alcuni dei suggerimenti più concreti per i giovani di oggi, al bivio della vita sull’orientamento sul post superiori, in una economia che cambia ed è già 4.0, emersi dal convegno svoltosi al Riccati-Luzzatti di Treviso, sul tema “Nuove competenze per nuovi lavori: i giovani di oggi e il lavoro di domani”.

 

Secondo i dati OCSE, entro il 2025 il 44 % degli occupati cambierà lavoro sulla spinta della quarta rivoluzione industriale ormai in atto, ma solo il 10 % rischia di essere sostituito da un robot e solo tra i lavoratori intermedi, quelli a metà tra la fascia ad alta professionalità e quella a bassa qualifica, suddivisione dell’occupazione cresciuta negli ultimi anni.

 

Quindi i giovani di oggi non dovranno ripercorre le strade del luddismo sviluppatosi all’inizio del XIX secolo in Inghilterra, quando gli operai sabotavano i macchinari che nella produzione avrebbero preso il loro posto, come ha affermato Roberto Fini dell’AEEE, Associazione europea di educazione economica, docente di economia all’Università di Verona. Il mondo 4.0 darà, infatti, anche molte opportunità e farà crescere nuove figure lavorative. Ma, esorta Fini, i ragazzi devono andare all’Università e proseguire gli studi. “L’Italia, ha detto, è 38esima nella classifica paesi OCSE, su 38 paesi quindi ultima, per percentuale di laureati nella fascia 25/34 anni, e questo è un dato molto negativo”. Quindi uno dei caposaldi per costruirsi il futuro è studiare.

 

Comunque, il lavoro in Veneto si trova senza grandi difficoltà in questo periodo, lo ha assicurato Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro, ma c’è il forte rischio che non sia altamente qualificato e che gli stipendi siano piuttosto bassi. Il trend dice che nel secondo trimestre 2017 ci siamo riportati ai livelli 2008, pre crisi, anche se i posti lavoro dell’industria si sono spostati sul terziario dei servizi. “In provincia di Treviso le assunzioni nell’ultimo periodo sono in capo all’Uls 9, seguita da Electrolux, Banca Intesa e Umana. Sono trend da conoscere per orientarsi”.

 

Uno dei lavori più sexy del XXI secolo è quello del “data scientist”, ha detto Eugenio Brentari, docente di statistica e management all’Università di Brescia e organizzatore del Festival della statistica di Treviso. I dati crescono e il 90% di essi è stato creato nei soli ultimi due anni. Quindi largo alla statistica che è la scienza che trasforma i dati in conoscenza e che s’è scoperto dà anche da mangiare. “Secondo la statistica Almalaurea, è di soli 3,6 mesi dalla laurea l’attesa per un posto di lavoro per un neolaureato in statistica o in economia, con stipendi iniziali vicini ai 1000 euro che però in pochi anni arrivano anche a 1600 euro” ha detto ai ragazzi ill professor Brentari.

 

Il convegno, “Nuove competenze per nuovi lavori”, è stato promosso dal Comitato Tecnico Scientifico dell’istituto Riccati-Luzzatti, cui collaborano le associazioni di categoria e professionali del territorio (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Unindustria, Confcooperative, Ordine dei commercialisti, Associazione dei consulenti del lavoro), con l’Università di Venezia e il patrocinio di Camera di Commercio, Provincia e Comune di Treviso  e con il supporto del Comitato Genitori dell’Istituto.

 

L’obiettivo è stato fare il punto su questi temi, cercando di fornire dati e casi di buone pratiche ai giovani e alle loro famiglie che frequentano l’Istituto, o a coloro che intendono intraprendere un percorso di studi nell’ambito economico e sociale.

 

Indicazioni molto concrete sulla “Città dei mestieri e delle professioni“, un servizio di informazione e orientamento sulle tematiche delle scelte scolastiche, formative e professionali, gestito dalla Provincia di Treviso in collaborazione con partner territoriali, le ha date Lia Gamberini, che ha indicato agli studenti i propri servizi e quelli del portale Eures sul quale ogni giorno si possono trovare un milione di posti di lavoro in tutta Europa. Il portale, che mette a disposizione una piattaforma di scambio tra chi offre e chi cerca lavoro, può essere utilizzato per caricare il proprio CV e anche per colloqui di lavoro con le aziende, ma anche per avere informazioni sugli stili di vita e di lavoro nelle possibili destinazioni.

 

Infine dalle interviste di due ex studenti del Riccati-Luzzatti,  Federico Modesto e Rudy Girotto, sono emerse le loro esperienze, fonte di spunti interessanti per i ragazzi presenti sulle nuove competenze che il mondo delle professioni sta richiedendo e richiederà nel futuro.

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