Decima medaglia d’oro per l’Italia a Parigi. Tita e Banti bissano il successo di Tokyo. Argento per Casadei e Tacchini nella canoa. Bronzo Ginevra Taddeucci nella 10km di nuoto
PARIGI – Mattinata di emozioni e medaglie quella di ieri a Parigi. Si parte con il bronzo di Ginevra Taddeucci nella 10km di nuoto di fondo nella super contestata Senna. Poco dopo arriva finalmente il turno di Ruggero Tita e Caterina Banti nella vela e la decima medaglia d’oro di questa spedizione ai Giochi Olimpici estivi di Parigi 2024. Nemmeno il tempo di gioire ed arriva anche l’argento nella canoa con Carlo Tacchini e Gabriele Casadei.
È la seconda volta in questa edizione che la giornata si conclude con tutti e tre i metalli pregiati dopo l’oro nella spada femminile, l’argento nella ginnastica artistica femminile e il Bronzo di Paltrinieri negli 800 stile libero.
Bronzo nella Senna
Dalle polemiche della Senna emerge la prima medaglia di giornata (28^ totale). Ginevra Taddeucci ottiene un incredibile bronzo nella km femminile di nuoto di fondo dopo essersi qualificata letteralmente all’ultima occasione possibile. Senza poter mai aver provato il percorso (testato però ieri dal Coordinatore tecnico della Nazionale Stefano Rubaudo), la fondista fiorentina riesce a ottenere il suo risultato più importante in carriera dopo l’argento agli Europei di Roma 2022.
L’azzurra è brava a restare attaccata al gruppo di testa fin dalle prime bracciate. Intorno al sesto chilometro si è incuneata nel terzetto in fuga andando a lottare fino alla fine per il podio. Vince l’olandese Sharon van Rouwendaal (2:03:34.2), oro anche a Rio 2016 e argento a Tokyo 2020, davanti all’australiana Moesha Johnson (+5.5) e alla toscana (+8.6). Da segnalare anche il bel sesto posto di Giulia Gabbrielleschi (+43.7).
Per il fondo italiano si tratta del terzo podio a cinque cerchi in ambito femminile dopo l’altro bronzo di Martina Grimaldi a Londra 2012 e l’argento di Rachele Bruni a Rio 2016.
“È stato difficile ed è un’emozione incredibile. Come dice sempre Stefano (Rubaudo, ndr) bisogna crederci e non mollare mai. Non pensavo di poter prendere la medaglia“. Poi analizza la gara. “Non è stato facile perché in alcuni lati la corrente risucchiava e quindi era fondamentale mettere un po’ di forza nella nuotata. Sono stata brava a rimanere incollata a Johnson e Van Rouwendaal e a non mollare“.
Poi le dediche. “Alla mia famiglia, al mio allenatore Giovanni (Pistelli, ndr) che mi allena da sempre e con cui ho condiviso momenti di gioia e superato quelli di difficoltà, al mio fidanzato Matteo Furlan che mi ha salvato dopo la delusione dei mondiali di Doha. Un pensiero, però, vorrei rivolgerlo ad Arianna Bridi che si era qualificata, ma che per motivi di salute è stata fermata: so quanti sacrifici ha compiuto in questi anni; ho nuotato pensando anche a lei che avrebbe meritato di essere qui. Non ho pensato minimamente a prendere il suo pass. Me lo volevo guadagnare, volevo guadagnarmi tutto, come ho sempre fatto e come continuerò a fare senza scorciatoie. Questa medaglia è anche per lei“.
Dopo la premiazione un’emozionata Ginevra Taddeucci ha aggiunto: “È stata una gara durissima, un’incognita. Non sapevamo esattamente come fosse. Campo gara mai preparato. Stefano Rubaudo ieri è andato in avanscoperta e ci ha detto che l’acqua era insapore, inodore; di stare tranquilli. Ma io non mi tufferei di nuovo nella Senna. Due ore sono più che sufficienti.
Abbiamo seguito un protocollo vaccinale, speriamo di non stare male. Ho letto molto bene la gara, cercavo sempre di stare insieme alle altre, sempre davanti per non evitare scherzi. Sapevo che il lato controcorrente era imprendibile perché se ti allargavi anche di 20 cm dal muro la corrente era molto più forte.
È il sogno di ogni nuotatore di fondo ritrovarsi tra i primi tre. Ho nuotato due anni controcorrente, per cercare di migliorare sempre perché non bastava mai. Mi chiedevano sempre di dimostrare qualcosa in più. La mia vita è stata controcorrente nel nuoto e questa gara è la chiusura perfetta di come sono arrivata qua”. Ribadisce poi: “La medaglia è dedicata al mio fidanzato Matteo Furlan (Ex nuotatore) . Dopo la delusione dei campionati mondiali mi sono stati molto vicino i miei genitori, ma Matteo mi ha salvata; quindi la dedico totalmente a lui questa medaglia“.

Arriva la decima
Doppietta incredibile per Ruggero Tita e Caterina Banti che conducono la vela italiana sul gradino più alto del podio anche a Parigi dopo il successo di Tokyo 2021. Per la prima volta un equipaggio tricolore riesce nell’impresa di bissare il successo Olimpico, per di più in due edizioni consecutive.
Con questo storico successo arriva anche l’agognata decima medaglia d’oro, eguagliando così le spedizioni di Tokyo 1964, Atene 2004 e Tokyo 2020.
Dopo i vari rinvii per la mancanza di vento, nelle acque di Marsiglia Tita e Banti hanno dettato legge nel Nacra 17, confermandosi sul gradino più alto del podio olimpico a tre anni di distanza dal trionfo in Giappone. Il tandem azzurro ha dominato quasi tutte le regate di Opening Series, vincendone ben sei su dodici. Il vantaggio accumulato, grazie a un totale di 47 (27 punti netti), è stato alla fine decisivo per la Medal Race con già la certezza di un posto sul podio.
È bastato infatti un comodo secondo posto nell’ultima regata dietro alla Francia per certificare l’oro con i 31 punti netti. Secondi sono arrivati gli argentini Mateo Majdalani e Eugenia Bosco con 55, terzi i neozelandesi Micah Wilkinson e Erica Dawson (con 63). Squalificati per partenza anticipata e tagliati fuori prematuramente dalla bagarre per il podio, i britannici John Gimson e Anna Burnet (quarti con 69).
Sesta medaglia nella storia della vela italiana ai Giochi Olimpici, la seconda di questa edizione dopo il trionfo di Marta Maggetti nel windsurf (iQFOiL).

Canoa d’argento
E arrivò anche la trentesima medaglia. Carlo Tacchini e Gabriele Casadei sulle acque del Vaires-sur-Marne Nautical Stadium, conquistano la medaglia d’argento nel C2 500, riportando una canadese biposto tricolore sul podio a cinque cerchi. L’ultima volta furono Aldo Dezi e Francesco La Macchia a Roma 1960 a salire sul secondo gradino del podio, nella C2 1000.
Incredibili gli azzurri, secondi in batteria guadagnando così il pass diretto per la semifinale senza dover transitare per i quarti. Qui hanno concluso terzi, meritandosi un posto all’interno della Finale A. I nostri canoisti sono partiti dalle retrovie per poi rimontare in maniera eccezionale.
Chiudono in 1:41.08 solamente alle spalle dei cinesi Hao Liu e Bowen Ji (1:39.48). Completano il podio gli spagnoli Joan Antoni Moreno e Diego Dominguez (1:41.18), che hanno preceduto al fotofinish gli atleti individuali neutrali Zakhar Petrov e Alexey Korovashkov (1:41.27).

IL MEDAGLIERE DELL’ITALIA TEAM
Photo Credits: Sailing Energy/Giuseppe Giugliano/Luca Pagliaricci/CONI
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