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Appello Polis Pro Persona sulle scuole paritarie: “Cambiare legge di bilancio 2021 perché dimentica disabili e libertà di educazione”

3 minuti di lettura

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’organizzazione no-profit Polis Pro Persona in merito alla situazione scolastica attuale

 

“È urgente cambiare la legge di stabilità 2021 perché la libertà più grande è quella di educare”. È l’appello lanciato da oltre 70 associazioni no-profit (Comitato Polis Pro Persona). “Solo nell’ultimo periodo censito sono 143 gli istituti scolastici paritari che hanno chiuso e quasi 28mila gli studenti che hanno perso la loro scuola, mentre in altri casi la crisi rende ancor più care per le famiglie le rette”. “Qualcuno vuole forse trasformare la scuola libera in scuola di classe, riservandola ai soli ricchi?”. “Inoltre – continuano proprio nella giornata dedicata ai disabili – per i diversamente abili le paritarie troppo spesso sono ormai costrette a costi inarrivabili. Una situazione insostenibile, che però può essere ancora modificata intervenendo sulla legge di Bilancio 2021 con alcuni emendamenti mirati, proposti a tutti i gruppi parlamentari da Agorà per la parità e da USMI-CISM”.

 

Sul tema, le associazioni hanno organizzato un web-pressing dal titolo “PER IL FUTURO DELLA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE” tenutosi questo pomeriggio, al quale è intervenuta un’ampia rappresentanza del mondo scolastico paritario, per un confronto con quasi tutti i gruppi della Camera dei Deputati: Suor Anna Monia Alfieri (ALTIS-Univ. Cattolica-USMI), Anna Ascani (viceministro dell’Istruzione, con video), Paola Binetti (Udc), Maria Elena Boschi (Italia Viva), Piero Fassino (Pd), Stefano Fassina (Leu), Padre Luigi Gaetani (USMI-CISM), Mariastella Gelmini (FI), Paola Frassinetti (Fratelli d’Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega), Virginia Kaladich (FIDAE), Stefano Lepri (Pd), Maurizio Lupi (Misto), Luigi Morgano (FISM), Maria Rachele Ruiu (membro Fonags), Gianluca Rospi (Misto). Introduce DOmenico Menorello. Coordina Giancarlo Loquenzi, giornalista.

 

“L’originalità e l’eccellenza delle scuole pubbliche paritarie sono un patrimonio per tutti” premettono. “Per questo, vogliamo sostenere la libertà di scelta educativa delle famiglie” -spiegano le associazioni, che propongono- “la detraibilità integrale delle rette corrisposte alle scuole paritarie di ogni ordine e grado per il servizio scolastico erogato, con un tetto di spesa di 5.500 euro annuo ad alunno, in modo da salvaguardare il pluralismo scolastico e avere un sistema più equo e di qualità”.

 

Tra gli emendamenti voluti alla legge di Bilancio, in discussione alla Camera dei Deputati, figura la “costituzione di un fondo nazionale di dotazione per il funzionamento delle scuole paritarie dell’infanzia in convenzione con il Ministero dell’Istruzione”. Vi è, poi, la richiesta di “confermare, anche nel bilancio 2021, il contributo straordinario erogato alle scuole paritarie per far fronte all’emergenza Covid-19”, e la domanda di “esonerare dal pagamento di qualsiasi tipologia di imposta e tributo locale dovuto relativi al periodo dello stato di emergenza deciso per fronteggiare la diffusione del virus”.

 

“Gli emendamenti proposti – chiosa il Comitato Polis Pro Persona – suggeriscono di estendere gli incentivi per l’efficientamento energetico, il sisma bonus e quello fotovoltaico per intervenire nel miglioramento e nella messa in sicurezza degli immobili adibiti ad attività educative e scolastiche posseduti o detenuti da enti senza scopo di lucro che gestiscono scuole paritarie”.

 

Last but not least, con particolare forza il mondo no profit denuncia l’urgenza di misure a sostegno della disabilità, per garantire uguali opportunità di accesso al sistema scolastico nazionale di istruzione senza alcuna discriminazione economica”.

 

“Sono più di 13.600 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie” -affonda il Comitato Polis Pro Persona- “ma la disparità le spese annuali sostenute per ogni alunno che frequenta la scuola pubblica e quelle per chi è iscritto alle paritarie, alle quali è riservato appena l’11,7 per cento delle somme impiegate per le scuole statali, è semplicemente inaccettabile. Un divario accresciuto dal piano pluriennale che prevede l’assunzione di 25mila docenti di sostegno per la scuola pubblica statale, con uno stanziamento circa 6 miliardi euro per il periodo 2021-2028”.

 

“È una grave discriminazione, un vero e proprio diritto negato ai disabili nelle paritarie – aggiungono – impedire di fatto il docente di sostegno ad allievi svantaggiati, imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie, che per lo più non possono sostenerlo. Doveroso, quindi, incrementare il fondo già previsto per gli alunni con disabilità”.

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