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Appello Fism Treviso ai candidati sindaci: “Prima i bambini e le famiglie”

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“Prima i bambini e le famiglie”. Lo chiede la Fism Treviso ai candidati sindaci dei comuni trevigiani che domenica prossima andranno al voto. In 16 di questi 17 comuni la Federazione è presente con 30 scuole dell’infanzia, 4 gruppi primavera e 32 gruppi asilo nido per un totale di 2.087 bambini (0-6 anni) e le rispettive famiglie. I bambini, di cui 37 sono portatori di bisogni speciali, sono seguiti da 175 insegnanti (di cui 21 insegnanti di sostegno) e 130 operatori che affiancano gli insegnanti per garantire tutti i servizi necessari.

“Numeri che attestano il ruolo fondamentale svolto dalle scuole dell’infanzia paritarie e nidi integrati che nel territorio della provincia, come di tutto il Veneto, sono da sempre un patrimonio inestimabile, costruito giorno dopo giorno con spirito di sacrificio, lavoro volontario, un vero e proprio ‘tesoro popolare’ da custodire e sviluppare dentro le sfide che il presente ci propone“, dichiara Simonetta Rubinato, da qualche settimana presidente di Fism Treviso, seconda federazione provinciale in Italia per numero di scuole associate.

Per questo, con spirito di servizio alle comunità locali, Fism Treviso insieme ai gestori delle scuole intende dialogare con le istituzioni locali per portare al centro del dibattito amministrativo i temi delle politiche a sostegno delle famiglie e dell’infanzia a fronte della denatalità e dell’inverno demografico che sta attanagliando anche i nostri paesi. Con il conseguente calo di iscrizioni alle scuole materne paritarie (il 32% di bambini in meno negli ultimi dieci anni) che unito alla mancata attuazione della parità scolastica (riconosciuta dalla legge Berlinguer n. 62/2000 ma mai finanziata in modo sufficiente a riconoscere i costi di gestione) sta mettendo a rischio la sostenibilità dei bilanci di numerose scuole. Una discriminazione aggravata da ultimo con l’esclusione delle scuole dell’infanzia paritarie dai fondi PNRR per i siti web scolastici e dal bando PON per ambienti didattici innovativi, riservate solo alle scuole statali.

Purtroppo, anche nei comuni della provincia trevigiana le convenzioni/delibere di Giunta tra comuni e scuole paritarie presentano situazioni molto differenti con quote annuali per bambino che vanno da un minimo di 250 euro a un massimo di 900 euro. “È evidente perciò che per molte scuole diventa impossibile chiudere il bilancio in pareggio e ciò mette a rischio la loro stessa sopravvivenza, ma con esse viene meno un presidio sociale fondamentale per la vita delle nostre comunità locali“, afferma la Presidente Rubinato.

Per questo Fism Treviso invita tutti i candidati alle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno a riflettere su di un tema che è prioritario per il futuro delle loro comunità, quello della cura e formazione delle giovani generazioni, per condividere un tavolo di confronto sulla programmazione dei servizi educativi all’infanzia e sugli investimenti ed interventi sociali necessari da parte dei Comuni in un momento che vede molte famiglie in difficoltà nel pagare le rette. 

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