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Antonella Mason al Palazzo della Ragione di Asolo

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Nella Sala nobile del Palazzo della Ragione di Asolo si inaugura domenica 8 ottobre 2017, alle ore 17, la mostra VERTICALLY: TERZA DIMENSIONE, con undici opere di Antonella Mason, perlopiù di grandi dimensioni, presentata dalla curatrice Elsa Dezuanni, storica dell’arte. L’artista, nata a Mogliano Veneto, ha portato a termine gli studi al Queens College di New York, dove è attiva dal 2000 e da oltre un decennio conduce con il neuroscienziato James Stellar un’indagine sulle reciproche influenze tra arte e neuroscienze.

 

L’esposizione (visitabile fino al 22 ottobre) è patrocinata dal Comune di Asolo, con il sostegno del locale Museo, ed è stata promossa da Fondazione Sanità e da Associazione Amiche per la Pelle, con il contributo di Pinko Pack di Mogliano Veneto e Imput Level Group di San Biagio di Callalta.

La poetica dei lavori esposti, datati dal 2015 a tutt’oggi, verte sul rapporto tra conscio e inconscio; nel loro insieme fanno parte del ciclo pittorico denominato “Vertically”, avviato nel 2013, una ramificazione del quale è impostata sul concetto di una complessa Terza Dimensione.

 

In questo contesto, la curatrice ne ha argomentato in un suo testo facendo riferimento a una teoria introdotta dal filosofo e neuroscienziato cileno Francisco Varela, relativa al rapporto tra corpo vissuto e corpo anatomico e alle possibilità della scienza di acquisire una visione tri-dimensionale della mente e dell’esperienza congiunte, superando le divisioni tra cervello, corpo e mondo esterno. Nel caso di Antonella Mason, la “dimensione” si riversa empaticamente nell’atto creativo e nelle opere prodotte.

 

La rassegna, dunque, si qualifica non solo per l’alta qualità delle opere, ma anche per la riflessione che esse inducono. Tra quelle qui esposte, tutte di notevole impatto, il dittico Ostile di 90 x 460 cm, introduce al “viaggio” che l’artista compie per indagare il “luogo” dove prolificano le emozioni. Indagine capace di generare apparizioni cosmiche, che l’artista definisce Energia Limbica, in cui crea con vigore coloristico vortici di grande forza centripeta, fatti di forme che si aggregano e disgregano. Un’altra tela lunga quanto Ostile, intitolata Fracture, si presenta come un’installazione per la struttura metallica che la regge, costituendo in sé un’opera emblematica per gli sviluppi  futuri, nella quale New York – dopo tante precedenti versioni man mano collimanti con il sentire dell’artista – riappare in un dominio di azzurri che si staglia su un cielo dai colori accesi ed è percorsa da un’unica scritta dorata di otto parole che – unite l’una all’altra da un filo sottile – sono sinonimiche con il titolo ripetuto all’inizio e alla fine: break (cesura), rupture (rottura), breach (fessura), gap (spacco), rift (incrinatura), split (strappo), cleft (fenditura), tear (lacerazione).

In questa dichiarazione di “distacco” c’è la sintesi di pagine di diario. Tale lavoro si ricollega ai precedenti sul tema della verticalità – sempre intesa, come percorso di pensiero –riferita ai luoghi che sono teatro di vita per Antonella Mason – New York, appunto, con lo svettare dei grattacieli, e Venezia, con le “bricole” tra i riverberi delle acque – tramite raffigurazioni vergate con pennellate decise e atte a trasmettere gli impulsi emotivi, pennellate che risentono in qualche modo di trascorsi accenti espressionistici. Una selezione di tali opere costituisce la rassegna alla Galleria Talenti di Portobuffolè aperta dal 30 settembre (inaugurazione ore 18) al 26 novembre, che è complemento della mostra asolana.

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