Due nuovi professionisti ampliano l’offerta della struttura sanitaria mestrina rivolta alla popolazione maschile. Dalla prostata alle disfunzioni sessuali ai problemi legati alla fertilità: tutte le sfumature dell’andrologia hanno un nuovo centro di riferimento.
MESTRE – Con l’ingresso del dott. Donato Dente, nel team dell’Urologia di cui è responsabile il dott. Daniele D’Agostino e del dott. Umberto Valente, ad affiancare il dott. Mauro Schiesaro nel servizio di endocrinologia, si completa a 360° l’offerta dell’Ospedale Villa Salus di Mestre nei confronti delle patologie dell’apparato riproduttivo maschile. Il nuovo ambulatorio di andrologia offre infatti soluzioni trasversali e la possibilità di rivolgersi a un unico centro di riferimento in grado di affrontare in modo multidisciplinare la salute sessuale e riproduttiva dell’uomo.
A poco più di un anno dall’avvio del servizio di Urologia all’Ospedale Villa Salus sono stati più di 250 gli interventi urologici effettuati dall’equipe del dott. D’Agostino, per la maggior parte per la cura dell’ipertrofia prostatica: “Una patologia che riguarda quasi la totalità degli over 50, a livello fisiologico – spiega D’Agostino – ma che oggi si può risolvere anche qui nella nostra struttura ospedaliera in modo efficace con interventi micro-invasivi che permettono di conservare tutte le funzionalità sessuali“.
Ma le problematiche maschili possono essere di diversa natura e non richiedono necessariamente il ricorso a interventi chirurgici. Una delle patologie più diffuse e per cui si rende necessario il consulto di un andrologo è, ad esempio, la disfunzione erettile (DE) , che ha un’incidenza sulla popolazione generale del 10%.
“Un ruolo principale tra le cause di questa patologia – spiega Dente – è la cosiddetta “ansia da prestazione”, frequente nei giovani alle prime esperienze, ma anche la scarsa intesa con il partner. Si differenzia quindi una causa psicologica da una causa organica che può essere di tipo endocrino, di tipo vascolare, di tipo neurologico, legata a malattie croniche o dall’uso di farmaci e trattamenti medici. Il paziente affetto da disfunzione erettile può essere guidato in un percorso riabilitativo dal punto di vista clinico fino al raggiungimento di una qualità di vita sessuale soddisfacente“.
“La prevalenza complessiva di DE (completa e incompleta) – dice Valente – nella popolazione italiana è pari al 12.8% e esiste un significativo aumento della DE con l’avanzare dell’età (2% tra 18 e 30 anni e 48% oltre 70 anni). Rapportando questi dati all’intera popolazione italiana, emerge che circa 3 milioni di soggetti in Italia potrebbero presentare un certo grado di DE. L’età è un fattore di rischio indipendente più aumenta l’età più cresce il rischio di avere questo problema (circa il 40% degli over 50 e la metà degli ultra settantenni)“.
“La disfunzione erettile – prosegue Valente – non è una malattia ma un sintomo spesso legato a fattori di rischio vascolari molto comuni (ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito, sovrappeso/obesità, fumo, potus), che può far da preludio a malattie cardiovascolari come l’infarto e la cardiopatia ischemica. Difatti al di là dei numeri, il dato epidemiologico più interessante emerso dallo studio della DE riguarda la stretta relazione tra questo sintomo e la possibile comparsa di malattie CV, specie in soggetti più giovani e meno complicati. E’ stato dimostrato come la DE, in media, si verifichi 3 anni prima della comparsa di un evento CV. Tra i pazienti con DE, coloro che riferivano un problema più grave avevano un rischio del 75% di sviluppare un evento CV dopo un follow-up medio di 4.4 anni.
L’invito a non sottovalutare alcun sintomo e a rivolgersi senza imbarazzi a uno specialista è unanime, soprattutto alla luce del legame dimostrato tra il sintomo della disfunzione erettile e patologie sistemiche (cardiovascolari e dismetaboliche in primis). Talvolta puo’ essere espressione di alterazioni ormonali (Ipogonadismo) o conseguenza di procedure chirurgiche legate ad alcuni tumori in particolare prostata e testicolo. “In quest’ottica – spiega Valente – è di fondamentale importanza la prevenzione, basti pensare che il tumore al testicolo e’ la neoplasia piu’ frequente nel giovane adulto nell’età compresa tra i 15 e i 40 anni“.
“È importante – concludono gli specialisti– in presenza di un problema sessuale parlarne con il medico. Non solo perché oggi qualsiasi difficoltà sessuale può essere risolta in maniera brillante, ma anche perché questa potrebbe essere il primo campanello di allarme di altre malattie che non hanno ancora dato segno di sé. L’Andrologo o il Medico di famiglia potrebbero infatti scoprire malattie come diabete, ipertensione o alterazioni ormonali, in fase iniziale, quando cioè è più facile curarle, evitando gravi danni alla salute. Un numero sempre maggiore di studi ci segnala infatti come l’efficienza della funzione sessuale sia una spia molto importante della salute cardiovascolare e metabolica dell’uomo. La disfunzione erettile è in particolare oggi considerata come una ‘spia’ di una possibile patologia cardiaca o coronaria in fase iniziale“.
I DUE MEDICI

Dott. Donato Dente, specialista in urologia, ha operato nel dipartimento di urologia dell’ Ospedale SS Annunziata di Chieti e del Policlinico Umberto I – Università Sapienza – Roma e all’Andrology Department dell’University College Hospital di Londra. E’ stato Dirigente Medico presso Unità di Urologia Robotica e Mininvasiva – Policlinico Abano Terme – Abano Terme (PD) e presso Unità di Urologia Robotica e Mininvasiva –Casa di Cura Villa Igea – Ancona. È stato Responsabile del Centro di Andrologia Casa di Cura Villa Igea.
Dott. Umberto Valente, specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, ha un Master in Andrologia e Medicina della Riproduzione e ha fatto parte per 10 anni dell’UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione di Padova, Centro di Crioconservazione e punto di riferimento per alcune patologie rare come la Sindrome di Klinefelter. Ad oggi ha eseguito migliaia di ecografie per la diagnosi delle patologie a livello testicolare, prostatico, penieno e tiroideo.

In copertina, credits Ospedale Villa Salus Mestre
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