La strada è di tutti, e tutti hanno diritto di usarla in sicurezza
Belgio – Il commento ci giunge da Ghent, Belgio, dove è in corso l’edizione annuale della Velo-city. Un evento internazionale in cui tecnici, decisori a livello locale, nazionale ed europeo, ministri, sindaci, attivisti e opinion-leader di tutto il mondo si ritrovano per immaginare il futuro della mobilità nelle nostre città, attraverso la condivisione di buone pratiche, sfide e opportunità in oltre 80 sessioni, con circa 1.600 partecipanti.
“E proprio mentre mi trovo qui, in una full immersion dove si parla di mobilità sostenibile, e di come rendere le nostre città sempre più eque, accessibili, pulite, sane, sicure, di come riallocare lo spazio pubblico, di come nutrire comunità, offrendo alternative attrattive e logiche al modello autocentrico predominante, mi ha raggiunto la notizia che un’altra persona ha perso la vita nella nostra città, mentre si spostava in bicicletta lungo le nostre ciclabili. La seconda in due settimane”. Sono le parole che ci giungono da Susanna Maggioni, Consigliere Nazionale e Presidente FIAB Treviso APS.
“Non abbiamo lacrime per piangere, noi che quelle ciclabili e quelle strade le percorriamo ogni giorno. Personalmente sono sconvolta, e il mio dolore è acuito ancora di più dal contrasto con quello che sto vedendo qui in questi giorni” continua.
Guardare oltre i confini italiani
Poniamo il caso della Danimarca, dove si ragiona non tanto su come rendere le intersezioni sicure a causa delle auto, bensì a causa del numero impressionante di persone che attraversano le intersezioni in bici.
O prendiamo New-York, Parigi, grandi città che stanno ormai da anni adottando politiche coraggiose per incentivare la mobilità attiva e migliorare la sicurezza sulle strade, la qualità della vita, l’ambiente, la vivibilità.
Proprio a Ghent, la città di Bologna è stata premiata con il prestigioso Road Safety Award dalla Federazione Europea dei Ciclisti, organizzatrice della conferenza insieme alla città di Ghent, per le sue scelte coraggiose nella riduzione estesa del limite di velocità a 30km/h, portando a una diminuzione significativa degli scontri e della mortalità già nei primi mesi dall’entrata in vigore della misura.
“Qui a Ghent, vedo moltissime strade con doppio senso ciclabile (a senso unico per le auto) e moltissime strade ciclabili, dove le auto sono ospiti. Ma soprattutto vedo poche auto, e le vedo andare piano, e prestare molta attenzione agli altri utenti della strada. Impressionanti le rastrelliere per bici, funzionali e diffuse, e sempre piene” ci riporta Susanna.
Ripassiamo alcune regole
Commentando una incontro in cui rappresentanti del mondo accademico hanno parlato delle vittime della violenza stradale, di linguaggio e di responsabilità, commenta: “Non possiamo continuare ad ignorare il fatto che la responsabilità delle morti in strada è di tutti noi, amministratori e società. È necessaria la volontà politica e l’impegno, ma soprattutto il coraggio, di fare scelte per il bene di tutti, e nell’applicare tutte quelle misure a basso costo che potrebbero salvare vite. È responsabilità di tutti i cittadini imparare a condividere la strada con rispetto e attenzione, ricordando quella piramide della responsabilità stradale che nel Regno Unito è entrata a far parte del Codice della Strada: più il veicolo che conduco è grande e pesante, maggiore è la mia responsabilità verso gli altri utenti”.
Un impatto a 50km/h, infatti, equivale a cadere dal 3° piano. Ed è mortale 8 volte su 10.
Chi guida un’auto è obbligato a rallentare prima di un attraversamento pedonale.
La strada è di tutti, e tutti hanno diritto di usarla in sicurezza.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

